Riserva dello Zingaro: il sentiero che ti porta dove il mare è più blu
La strada si stringe, e i primi profumi della macchia mediterranea entrano dal finestrino. È un odore che non dimentichi: elicriso, mirto, e qualcosa di selvatico che sa di terra bruciata dal sole. Parcheggi all’ingresso, e la prima cosa che fai è togliere le scarpe.
Non serve, lo sai, ma è un gesto istintivo, come se la sabbia e i ciottoli ti chiamassero prima ancora di vederli. Paghi il biglietto, e il sentiero si apre davanti a te. Sette chilometri di costa, sette calette, un mare che cambia colore a ogni curva. La Riserva dello Zingaro è uno di quei luoghi che non si visitano: si attraversano, si ascoltano, si lasciano entrare.
Il sentiero costiero è un nastro di terra che si arrampica e scende, seguendo il profilo della scogliera. Cammini, e il rumore dei tuoi passi si mescola al fruscio del vento tra le foglie delle palme nane. Ogni curva ti regala una nuova prospettiva: uno scorcio di mare, un fazzoletto di sabbia bianca incastonato tra le rocce. Dopo mezz’ora, arrivi alla prima caletta. I ciottoli bianchi scricchiolano sotto i piedi, e l’acqua è così trasparente che puoi contare ogni sasso del fondo. Ti tuffi, e il primo contatto è una carezza fredda che ti sveglia la pelle. Nuoti lento, e intorno a te il silenzio è rotto solo dal rumore delle onde che si infrangono sugli scogli.
La caletta che ho scelto alla Riserva dello Zingaro
Proseguo, e il sentiero si fa più stretto. A un certo punto, una scala di roccia scende verso una baia riparata. La scelgo senza esitare, anche se è piccola e appartata. È quasi tutta mia: un gruppo di sassi levigati dal vento, una sabbia chiara che si mescola a ciottoli di tutte le dimensioni, e il blu del mare che sembra dipinto.

Vacanza alla riserva dello Zingaro – IcaroJournal
L’acqua è talmente limpida che posso vedere le alghe muoversi sul fondale. Mi siedo su una roccia piatta e osservo il panorama, mentre il sole inizia a scaldare la pelle. Una brezza leggera muove i cespugli di lentisco intorno a me, e tutto sembra fermo, perfetto.
Il ritorno è il ricordo che resta una volta che lasci la riserva
Quando il sole comincia a calare, la luce cambia. Il mare si tinge di oro e di rosa, e le ombre delle scogliere si allungano sull’acqua. Risali il sentiero con i capelli ancora bagnati e la pelle unta di sale.
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Vacanza alla riserva dello Zingaro – IcaroJournal
La riserva si prepara a chiudere, e il silenzio si fa più profondo. Prima di andare via, ti fermi ancora un attimo a guardare il panorama. Il ricordo di quelle acque e di quel profumo ti resterà dentro a lungo.
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