Saranda: il blu che non ti aspetti e la Grecia che ti guarda
Il pullman scende verso la costa, e a un certo punto il mare si apre. È un blu così intenso che quasi non sembra reale, e di fronte, appena oltre lo stretto, si intravede la sagoma di Corfù.
La strada si snoda tra colline verdi e piccoli villaggi, e poi la città ti appare. Saranda è un anfiteatro bianco che si affaccia sul Mar Ionio, con le sue case che scendono verso il lungomare come una scala di pietra.
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Non ci sono grattacieli, non ci sono catene internazionali: c’è una città che vive del mare e del sole.
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Il giorno in cui ho capito che il mare non è sempre uguale
Il primo pomeriggio, sono sceso verso Ksamil. Non sapevo cosa aspettarmi, ma l’acqua era così trasparente che potevo vedere ogni sasso del fondo. Ho passato ore a galleggiare, senza pensare a niente, mentre le piccole isole al largo sembravano galleggiare a loro volta. Più tardi, ho seguito una strada secondaria che si addentrava nell’entroterra e ho trovato una sorgente che sgorgava da una caverna, l’acqua così blu che sembrava un’altra dimensione. Non c’era nessuno, solo il silenzio e il rumore dell’acqua che cadeva.
Quando la storia ti cammina accanto
La mattina dopo, sono andato a Butrinto. La strada costeggiava il lago e le rovine apparivano in lontananza. Il teatro di pietra era ancora in piedi, le colonne, le mura. Ho camminato a lungo tra gli ulivi e i pini, e il silenzio era interrotto solo dal canto degli uccelli. Ho immaginato gli attori, gli spettatori. Non era un museo, era una città che aveva smesso di vivere, ma che non aveva mai smesso di parlare. E mentre camminavo, ho sentito che non ero solo. Qualcosa di più grande mi stava guardando.
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Quella sera, il tramonto è stato diverso dagli altri. Mi sono seduto sul lungomare, e ho guardato il sole che calava lentamente sull’isola greca. L’acqua si è colorata di rosa e oro, e il cielo ha assunto tutte le sfumature dell’arancione. Mi sono sentito parte di qualcosa che non riuscivo a spiegare, una connessione con il luogo e con me stesso. Poi ho cenato in un piccolo ristorante con i tavoli vicini all’acqua. Il pesce era fresco, e il vino era bianco e leggero. Fuori, il mare era scuro, e le luci di Corfù brillavano all’orizzonte come stelle cadute.
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