Calabria in una settimana: l’estate non è ancora finita…
La Calabria non è una regione che si visita di corsa. È una terra che ti chiede di rallentare, di guardare, di ascoltare.
In una settimana puoi attraversarla da nord a sud, passando dalle montagne della Sila alle coste cristalline, dai borghi arroccati alle città che profumano di Magna Grecia. Non è un itinerario da timbrare, ma un viaggio che ti entra dentro.
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Il mare che ti sorprende a Tropea
Arrivi a Tropea nel pomeriggio, e la prima cosa che vedi è la chiesetta rosa che galleggia sull’acqua. Il Santuario di Santa Maria dell’Isola è lì, su uno scoglio, e sembra uscito da una fiaba.
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Scendi i gradini che portano alla spiaggia, e la sabbia è bianca, l’acqua è turchese, e il profumo della cipolla rossa si mescola a quello della salsedine. Ti tuffi, e il primo contatto con l’acqua è una carezza. La sera, ti siedi in una trattoria con i tavoli all’aperto. Ordini un piatto di ‘nduja e un bicchiere di vino Greco. Il cameriere ti sorride, e tu capisci che questa terra ha un sapore che non dimenticherai.
La montagna che ti fa respirare in Sila
Poi lasci il mare e sali verso la Sila. La strada si arrampica tra i pini, e l’aria cambia: più fresca, più leggera, profumata di resina. Arrivi sull’altopiano, e i laghi sono specchi d’acqua circondati da boschi. Cammini per sentieri che si perdono tra i faggi, e il silenzio è rotto solo dal canto degli uccelli.

Vacanze in Calabria -IcaroJournal
La sera, mangi in un rifugio di montagna. Ordini i funghi porcini, raccolti nei boschi vicini, e un bicchiere di rosso. Fuori, le stelle sono così tante che non riesci a contarle. La Sila non è solo montagna: è un altro mondo, dove il tempo ha un ritmo diverso.
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Il borgo che vive sull’acqua a Scilla
Scendi verso la costa tirrenica, e arrivi a Scilla. Il borgo di Chianalea è fatto di case che si tuffano direttamente nel mare, e le barche dei pescatori sono ormeggiate sotto le finestre. Cammini lungo le stradine strette, e il rumore delle onde ti accompagna.

Vacanze in Calabria -IcaroJournal
Sali al Castello Ruffo, e da lassù vedi la Sicilia all’orizzonte, separata solo da uno stretto. La sera, le luci si riflettono sull’acqua come stelle cadute. Ti fermi in una trattoria sul porto, ordini il pesce spada alla brace, e mentre mangi, capisci che questo posto non lo dimenticherai.
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