Thursday, 21 May 2026
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Il bosco d’estate: dove l’afa diventa un ricordo lontano

Vacanza nei boschi - IcaroJournal

L’estate, in città, è una bestia che ti si siede sul petto. L’asfalto brucia, l’aria è densa, e il respiro si fa corto. A un certo punto, non puoi più. Chiudi la valigia, prendi la macchina, e sali. Non importa dove.

Basta che la strada cominci a girare, che i palazzi si diradino, che il primo albero appaia accanto al guard rail. Più sali, più l’aria cambia. Diventa più leggera, più pulita. Ha un odore diverso: non smog, non scarichi. Odora di terra, di resina, di foglie bagnate.

Parcheggi dove finisce l’asfalto. Davanti a te c’è un sentiero. Non largo, appena segnato, che si addentra tra i faggi.

Il primo passo è quello più difficile, perché le gambe sono ancora pesanti di città. Ma dopo dieci minuti, qualcosa cambia. Il rumore dei tuoi passi sulle foglie secche copre il ronzio dei pensieri. Gli alberi sono alti, e le loro chiome si toccano sopra la tua testa come le dita di mani che pregano. La luce filtra a sprazzi, e ogni raggio è una lama d’oro che taglia l’ombra. L’aria è fresca, quasi fredda. Ti fermati, chiudi gli occhi, e respiri. Il petto si apre.

La radura e il silenzio che non è vuoto

A un certo punto, il sentiero si allarga. Sei in una radura. L’erba è alta, cosparsa di fiordalisi e papaveri. In mezzo, una pietra piatta, levigata dal tempo e dall’acqua. Ti ci siedi sopra. Intorno a te, il bosco è un muro verde e scuro, ma sopra la radura il cielo è azzurro, pulito.

Vacanza nei boschi - IcaroJournal
Vacanza nei boschi – IcaroJournal

Una farfalla gialla ti passa accanto, poi si posa su un filo d’erba. Non c’è nessun altro. Solo tu, gli alberi, e un silenzio che non è assenza di rumore. È presenza. Di cicale lontane, di un ruscello che scorre chissà dove, del vento che muove le cime come se stesse raccontando una storia.

Il ruscello e l’acqua che lava via tutto e pomeriggio che non vuole finire

Segui il rumore dell’acqua. Scendi per un pendio coperto di muschio, aggrappandoti ai tronchi per non scivolare. E poi lo vedi: un ruscello sottile, che sgorga da una roccia e si perde tra i sassi. L’acqua è così limpida che non sembra vera. Togli le scarpe, immergi i piedi. Il freddo ti morde le caviglie, ma dopo un attimo è una carezza. Ti siedi su un masso, e l’acqua ti scorre accanto, cantando la sua canzone.

Resti lì ore. Non lo sai, non hai orologio. Leggi qualche pagina di un libro, o forse non leggi. Guardi il gioco della luce tra le foglie, il volo di una libellula, il muschio che cresce sulla corteccia come una barba verde. Il sole è ancora alto, ma non scotta. Qui, sotto gli alberi, l’estate è un’altra cosa. È un respiro lungo, una pausa, una tregua.

Vacanza nei boschi - IcaroJournal
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Quando torni sulla strada, l’aria è più tiepida. Il sole sta calando. Sei sporco di terra, le mani odorano di resina, e i piedi sono ancora freddi per l’acqua del ruscello. La città ti aspetta, ma per ora non ci pensi. Hai ancora addosso il fresco del bosco, e sai che durerà almeno fino a domani.

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Andrea Piazza

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