Addormentarsi con la musica, per molti, rappresenta una panacea contro vari mali. Ma quali sono le conseguenze che possono derivarne?
In questi anni abbiamo visto cambiare considerevolmente l’approccio alla musica e anche ai dispositivi elettronici. Molti di voi sicuramente ricorderanno il walkman, che funzionava con le pile e le cassette, e le cuffie; poi siamo passati ai lettori CD e ci siamo ritrovati con iPod e lettori MP3 di vario tipo. Oggi, tutto questo è racchiuso all’interno del nostro telefono: tra applicazioni, abbonamenti di vario tipo e cuffie che non hanno più bisogno del cavo e possono essere azionate direttamente in modalità Bluetooth.
A ogni modo, è stato riscontrato che è cresciuto in modo esponenziale il numero di persone che decidono di “coccolarsi” con la musica, con la voglia di isolarsi completamente dal mondo esterno: si mettono le cuffie e fanno sì che la musica scelta possa fare da ninnananna. Tutto molto romantico, certo, ma ci sono anche dei risvolti negativi.
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Addormentarsi con la musica fa bene al cuore?
La risposta a questa domanda è in parte positiva: addormentarsi con la musica non fa bene solo al cuore, ma anche all’anima. Tra gli effetti positivi che possiamo riscontrare c’è il rilascio di serotonina e di altri ormoni legati al rilassamento, che favoriscono il sonno e ci permettono di trovare, in quella musica scelta, un rifugio per il cervello. In un certo qual modo è come riuscire a chiudere una porta: i rumori rimangono fuori, così come i pensieri.
Nonostante i vari aspetti positivi, però, ce ne sono altri negativi da tenere in considerazione, alcuni dei quali possono lasciarti perplessa perché spesso vengono sottovalutati e non ci si rende pienamente conto degli effetti a lungo termine.
Cosa succede se uso le cuffie tutte le sere prima di andare a dormire?
Questa è la domanda giusta da porsi quando l’abitudine diventa costante. Addormentarsi con le cuffie tutte le sere può avere risvolti negativi dei quali dobbiamo comunque tenere conto.
Innanzitutto, il volume della musica. Le cuffie, infatti, amplificano in un certo qual modo ciò che stiamo ascoltando perché sono molto vicine al timpano. Proprio per questo, ormai i telefoni hanno avvisi quando il volume è troppo alto e ricordano i possibili pericoli per l’udito, ma spesso si tende a disattivare questa funzione e a lasciare le cuffie al volume desiderato.
Inoltre, addormentarsi con le cuffie, soprattutto con quelle “a incastro” dentro l’orecchio, può essere un problema: possono dare fastidio, irritare e, nel tempo, favorire microtraumi, con conseguenze immediate o a lungo termine.
In questo calderone, poi, dobbiamo aggiungere un’altra problematica da non sottovalutare: qualunque tipo di cuffie, infatti, può aumentare la produzione di cerume e favorire più facilmente la formazione di tappi all’interno delle orecchie.
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Per evitare che ciò capiti, piuttosto che coricarsi e ascoltare musica finché non ci addormentiamo, possiamo imporre un timer di circa 15 minuti, goderci quel momento di relax e poi spegnere tutto, togliere le cuffie e andare a dormire. In alternativa, un buon libro o una rivista possono diventare un’altra piccola “ninnananna” senza effetti collaterali inutili.
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