Saturday, 21 February 2026
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Non lasciare la camomilla in infusione 5 minuti: poi non ti calma più

Filtro della camomilla cosa succede dopo 3 minuti - IcaroJournal

C’è un errore che tutti commettono con la camomilla, ma semplicemente non ci si fa caso abbastanza: si crede che non sia nulla di vero e quindi si beve la bevanda ugualmente… peccato, però, che poi non rilassi più.

Nel momento in cui parliamo di camomilla, infatti, stiamo parlando di un elemento molto importante nel nostro quotidiano, che può avere una lunga serie di benefici e, in alcuni casi, lasciarti anche senza parole. Ci sono però delle cose a cui prestare attenzione, soprattutto in termini di abitudini: e per quanto riguarda la camomilla c’è un errore, in particolare, che viene commesso molto spesso.

Sulla base di tale motivazione, dunque, è necessario fare un rewind delle nostre abitudini legate alla camomilla, capire dov’è l’errore e perché può essere considerato tale e, infine, imparare anche come evitarlo.

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Attenzione alla camomilla: tu quale usi abitualmente?

Come potete facilmente notare, esistono diversi tipi di camomilla in vendita, nei supermercati e non solo. C’è chi ama il fiore essiccato, da mettere in infusione in acqua calda seguendo le istruzioni dell’erborista… perché i minuti, ricordalo sempre, sono importanti.

Lo stesso vale per il filtro che compriamo più facilmente al supermercato: le classiche bustine simili a quelle del tè, da mettere in infusione in acqua calda e lasciare lì finché la tisana non è pronta.

Filtro della camomilla cosa succede dopo 3 minuti - IcaroJournal
Filtro della camomilla cosa succede dopo 3 minuti – IcaroJournal

Ed è proprio qui che entra in gioco la tempistica, un dettaglio fondamentale e spesso sottovalutato. Sicuramente l’erborista ti avrà detto di lasciare l’infusione per circa tre minuti; nelle bustine, invece, di solito è scritto di lasciare in infusione tra i due e i tre minuti al massimo. Difficilmente troverai indicati cinque minuti, come accade per alcuni tipi di tè, e la motivazione è più importante di quanto possiate immaginare.

Superato il tempo indicato per la camomilla, infatti, questa rischia di perdere gran parte dei benefici. segreto risiede nella volatilità degli olii essenziali. L’apigenina, il flavonoide che interagisce con i recettori del rilassamento, viene estratta nei primi 2-3 minuti. Prolungare l’infusione non solo libera tannini amaricanti, ma altera l’equilibrio biochimico della tazza, trasformando un sedativo in un blando stimolante del sistema nervoso. E se esageri, l’effetto può diventare perfino l’opposto di quello che cerchi.

Ecco gli effetti della camomilla quando “dimentichi” il filtro

Tra gli effetti della camomilla quando lasci il filtro in infusione più a lungo del previsto, infatti, possono comparire quelli eccitanti. Non concilierà più il sonno, se la prendi proprio per migliorarlo, ma potrebbe renderti più nervoso, portandoti agitazione e irrequietezza durante le ore notturne.

Inoltre, il sapore non sarà dolce come te lo aspetti, bensì più amaro, perché i tannini rilasciati con un’infusione troppo lunga diventano più marcati e sgradevoli.

Filtro della camomilla cosa succede dopo 3 minuti - IcaroJournal
Filtro della camomilla cosa succede dopo 3 minuti – IcaroJournal

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Per evitare che questo capiti, dunque, ciò che puoi fare è semplice: rispetta i tempi indicati, imposta un timer e togli la bustina al momento giusto. Se invece vuoi eliminare proprio il rischio, sappi che esistono anche tisane solubili: in quel caso non c’è infusione, ma devi solo sciogliere il contenuto in acqua calda e mescolare.

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Francesca Guglielmino

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