Il lunedì, in cucina, ha un odore preciso: sale. Non perché si sia cucinato “male”, ma perché nel weekend si tende a mangiare più fuori, più condito, più tardi. Io me ne accorgo dalla faccia appena più gonfia e dalla sete che non passa.
La parola “detox” è abusata, lo so: il corpo non si depura con una tisana, lo fa già con fegato e reni. Però ho notato che una tisana fatta bene, nel momento giusto, può aiutare su due cose reali: idratazione e digestione.
E quando idrati e rimetti in ordine l’intestino, ti senti più leggera, anche se non hai “bruciato” nulla.
Questa è la tisana post weekend che preparo quando voglio rientrare senza punirmi: calda, aromatica, con ingredienti che non fanno scena ma funzionano.
Le tre mosse e perché non basta buttare tutto in acqua bollente
La prima mossa è scegliere una base che sostenga lo stomaco: io uso finocchio o zenzero, a seconda di come mi sento. Se ho pancia gonfia e aria, finocchio. Se ho digestione lenta e quella sensazione di pesantezza, zenzero. La seconda mossa è mettere un elemento “pulente” sul gusto: limone o scorza. Non per disintossicare, ma per spostare l’aroma verso il fresco e invogliare a bere senza zuccherare. La terza mossa è dare una nota rilassante: camomilla o melissa. Perché spesso il lunedì è anche stress, e lo stress ti irrigidisce la pancia più di una pizza.
Tisana depurativa post weekend: cosa uso io
Per una tazza grande (circa 300 ml):
- 1 cucchiaino di semi di finocchio oppure 3 fettine sottili di zenzero fresco,
- succo di mezzo limone (o una striscia di scorza, se preferisci),
- 1 cucchiaino di camomilla o melissa,
- acqua a 90–95 gradi,
- miele solo se serve (mezzo cucchiaino, non di più).

Come prepararla senza renderla amara o “piatta”
Io non faccio bollire tutto insieme. Metto l’acqua sul fuoco e quando arriva quasi a bollore spengo o abbasso: se l’acqua è troppo violenta, l’infusione estrae amaro e ti passa la voglia di berla.
Se uso il finocchio, schiaccio i semi con il dorso di un cucchiaino: così rilasciano più profumo. Li metto nella tazza e verso l’acqua calda. Copro e lascio 8–10 minuti. Se uso lo zenzero, invece, faccio un’infusione più breve: 5–6 minuti bastano, altrimenti diventa pungente e a qualcuno irrita.
Solo alla fine aggiungo il limone, quando la tisana non fuma più: così resta profumato e non prende quella nota acre da “limone cotto”. La camomilla (o la melissa) la inserisco insieme al finocchio o allo zenzero, ma sempre coprendo la tazza: il coperchio trattiene le molecole volatili e il profumo resta dentro, non nella cucina.

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Questa tisana funziona se la accompagni a una cosa noiosa ma vera, cioè bere acqua durante il giorno e ridurre il sale per 24 ore. La tisana ti dà il reset mentale e digestivo, l’acqua fa il lavoro. E se hai gastrite, reflusso o assumi farmaci, vai cauta con zenzero e limone: meglio finocchio e melissa, più gentili e più “sicuri” per lo stomaco.
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