C’è un posto in Sicilia dove il formaggio non si mangia e basta. Si gioca. Rotola giù per le strade acciottolate, seguito da decine di persone che gridano “i gammi!”, e vince chi arriva primo con meno lanci. Sembra una scena surreale, ma a Novara di Sicilia succede davvero. Da quattro secoli.
Arroccato tra i monti Peloritani e i Nebrodi, questo borgo in provincia di Messina è uno dei più belli d’Italia . Ma è il suo formaggio, il Maiorchino, a renderlo unico. Un pecorino stagionato che qui è diventato protagonista di una tradizione che oggi è patrimonio UNESCO .
Giorno 1: Il borgo di pietra che guarda le montagne
Arrivi il venerdì pomeriggio e Novara ti accoglie con le sue strade in basole di pietra, le “ciappe”, che salgono e scendono tra i vicoli stretti che qui chiamano “vaelli” . Il borgo è abbarbicato al pendio, e ogni angolo racconta secoli di storia.
Piazza San Sebastiano è il punto di partenza. Da lì, il Duomo di Santa Maria Assunta domina con la sua facciata monumentale e l’ampia scalinata. Dentro, il coro ligneo settecentesco e il battistero in marmo cipollino ti parlano di un’epoca in cui la pietra era tutto.
Prosegui verso la Chiesa di San Francesco, la più antica del borgo, risalente al XIII secolo. Essenziale, francescana, con quel silenzio che ti entra dentro . Più in alto, l’Abbazia di Sant’Ugo Abate regala una vista su tutto il borgo e le montagne intorno .
Il giorno in cui il formaggio rotola
Se sei qui nel periodo di Carnevale, sabato è il giorno del Torneo del Maiorchino . Una tradizione che risale ai primi decenni del Seicento, quando i pastori si sfidavano facendo rotolare le forme per dimostrare la qualità della stagionatura .
Le forme pesano 10-12 chili, hanno 35 centimetri di diametro e una stagionatura di almeno otto mesi . Ogni squadra ha tre giocatori. Il primo lega un laccio, ‘a lazzata, intorno al formaggio per guidarlo e lanciarlo lungo la via principale. Il pubblico grida “i gammi!” mentre la forma rotola, rischiando di finire in “catafurchi”, quelle cavità laterali da cui è impossibile tirarla fuori .
Vince chi arriva al traguardo, “a sarva”, con il minor numero di lanci . Nel 2022, questa tradizione è entrata nel registro UNESCO delle buone pratiche di salvaguardia.
Se non è periodo di torneo, puoi comunque assaggiare il Maiorchino in una delle degustazioni locali. Il suo sapore è delicato, ma diventa più piccante con la stagionatura. Perfetto con miele o marmellata di cotogne.

Mulini, natura e l’ultimo sguardo
L’ultimo giorno lo dedichi al Mulino Giorginaro, l’unico mulino ad acqua ancora funzionante. Trecentesco, a ruota orizzontale, macina ancora grani antichi siciliani . Una visita guidata ti porta indietro nel tempo, tra ingranaggi di legno e farine profumate.
Se hai tempo e gambe buone, sali verso la Rocca Salvatesta, il “Cervino di Sicilia“. 1340 metri di roccia che regalano una vista che abbraccia la costa tirrenica, da Tindari a Milazzo, e nelle giornate più limpide, l’Etna e le Eolie.
Prima di partire, un’ultima passeggiata nei vicoli. La street art dell’artista Andrea Sposari racconta il gioco del Maiorchino sui muri del borgo . E se sei fortunato, nel Duomo puoi vedere la cripta con le antiche mummie, un tocco di mistero che rende tutto ancora più affascinante.
LEGGI ANCHE -> Catania in tre giorni: quella che scopri quando smetti di cercare l’Etna
LEGGI ANCHE -> Pasqua low cost in Italia, prepara le valigie: in viaggio tra Firenze e Torino
Tre giorni a Novara di Sicilia ti insegnano che la tradizione non è una parola vuota. È una forma di formaggio che rotola per le strade da 400 anni. È un mulino che macina ancora. È un borgo di pietra che resiste al tempo. Se devi scegliere tra una sagra qualsiasi e il Torneo del Maiorchino, scegli il torneo. Tra un museo e una passeggiata verso la Rocca, scegli la montagna.
Perché Novara non si visita, si scopre. E in tre giorni, se la sai ascoltare, ti porti dentro il rumore del formaggio sulle pietre, il sapore del pecorino stagionato, il silenzio dei boschi intorno. Roba che non dimentichi più.
LEGGI ANCHE -> San Patrizio a Dublino: tre giorni nel verde che ti cambia l’anima
LEGGI ANCHE -> Salina Turda: il parco divertimenti più bello d’Europa è a 112 metri sottoterra

