Tuesday, 31 March 2026
Viaggi

5 città italiane dove bere buon vino… oltre Firenze, preparate le valigie

Viaggio del vino in Italia - IcaroJournal

C’è chi viaggia per l’arte, chi per il mare, chi per la montagna. E poi ci sono quelli che scelgono la meta in base a quello che troveranno nel calice. L’Italia è un paese che si può attraversare seguendo il profumo del vino, e non è necessario fermarsi a Firenze, che pure di cantine ne ha tante.

Il Belpaese offre città intere dove il vino non è solo un prodotto, ma una ragione di vita. Paesi dove si entra in un’osteria e si esce con un’amnesia temporale: non si ricorda quante bottiglie si sono stappate, ma si sa che sono state tutte giuste. Ecco cinque destinazioni da non perdere per chi vuole riempire la valigia di ricordi (e qualche etichetta).

Tre tappe che non si scordano

Si comincia da Alba, in Piemonte. Qui il vino è una questione di famiglia, di colline che si accendono d’autunno e di cantine che profumano di legno. Il Barbaresco, il Barolo, la dolcezza del Moscato: ogni sorso racconta un territorio. Basta passeggiare per le vie del centro, fermarsi in una delle enoteche storiche, e lasciarsi consigliare.

Poco distante, in Toscana ma lontano dal caos di Firenze, c’è Montalcino. Il Brunello è il re, ma i produttori locali sanno accogliere con una semplicità che sorprende. Si beve bene, si mangia meglio, e si torna a casa con la consapevolezza di aver scoperto un mondo fatto di pazienza e vigneti. Sempre in Toscana, ma con un carattere tutto suo, ecco Montepulciano. Il Nobile è un vino che ha la forza della terra rossa e la delicatezza delle cantine scavate nel tufo. Passeggiare tra i palazzi rinascimentali con un calice in mano è una delle cose più belle che si possano fare.

Le ultime due, pronte a sorprendere

Dopo la Toscana, la destinazione che forse nessuno si aspetta è Bologna. Il capoluogo emiliano, insieme ai colli che lo circondano, produce lambrusco, pignoletto, e bianchi freschi che si sposano con la cucina più grassa e felice d’Italia. Si beve in osteria, con il tappo che salta e il bicchiere che si riempie subito.

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Chiude il cerchio Napoli, forse la più inaspettata di tutte. Intorno al Vesuvio si producono rossi potenti e bianchi minerali, ma in città il vino si beve con la stessa passione con cui si mangia la pizza. Un “gragnano” frizzante, un “caprettone” che sa di mare, e l’idea che bere bene sia un diritto, non un lusso. Cinque città, cinque modi di viaggiare. E nessuna si chiama Firenze.

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Andrea Piazza

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