Wednesday, 3 June 2026
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Tropea: la terrazza sul blu che non vuoi lasciare

Vacanza a Tropea - IcaroJournal

Il treno arriva lungo la costa, e a un certo punto il mare diventa così blu che fa male agli occhi. Scendi alla stazione, e l’aria è calda, salata, profumata di gelsomino. Prendi il pullman che ti porta verso il centro, e la strada si arrampica su per la collina. Poi, all’improvviso, la vedi.

Tropea è appoggiata sul ciglio della scogliera come una terrazza sospesa sul vuoto. Le case sono bianche, i balconi esplodono di bougainvillea fucsia, e sotto, molto più sotto, il mare è una distesa di seta che cambia colore ogni ora. Scendi, e il primo passo è già una promessa.

Trovi una scalinata che scende ripida tra le rocce. La chiami come vuoi, non importa il nome. Conti i gradini, ma perdi il conto. L’aria diventa più fresca, e il rumore delle onde si fa più forte. Poi la scala finisce, e la spiaggia ti si para davanti. La sabbia è fine, quasi bianca, e l’acqua è così limpida che vedi i sassi del fondo. Togli le scarpe, cammini verso il mare. I primi passi sulla sabbia sono caldi, quasi scottano. Poi arrivi al bagnasciuga, e l’onda ti lambisce i piedi. L’acqua è tiepida, non fredda. Entri piano, e a ogni passo il fondale scende lento. Ti immergi, e il primo tuffo è una carezza.

Galleggi sulla schiena e guardi il cielo. La scogliera è lì, sopra di te, con le case bianche che sembrano appoggiate al vuoto. La chiesa di Santa Maria dell’Isola è un pennello di pietra che si staglia sul mare. I gabbiani girano in tondo, e il sole ti scalda la pancia. Resti così, senza pensare a niente, finché la pelle non inizia a raggrinzirsi.

Il centro, i vicoli e il primo assaggio di pesce

Risali la scalinata, le gambe che bruciano. Arrivi in cima e ti perdi nel centro. I vicoli sono stretti, lastricati di pietra bianca, e le case sono così vicine che il cielo diventa una striscia lontana. Le finestre hanno i gerani rossi, e le porte sono blu, di quel blu che sembra il mare. A ogni angolo una bottega di ceramiche, un’insegna di legno, un’edicola che vende granite. Compri una granita al limone, e la prima cucchiaiata ti gela i denti.

Vacanza a Tropea - IcaroJournal
Vacanza a Tropea – IcaroJournal

Più tardi, cerchi una trattoria vicino al corso. I tavoli sono all’aperto, e il sole comincia a calare. Ordini un piatto di pesce spada alla brace. Arriva fumante, con un filo d’olio e una spruzzata di limone. La carne è soda, saporita, e si scioglie quasi in bocca. Lo mangi con le mani, mentre il vento ti porta l’odore del mare. Il vino bianco è freddo, e bevi un sorso, poi un altro. Fuori, i bambini giocano a pallone in piazza, e le loro risate rimbalzano sui muri bianchi.

Il tramonto dalla terrazza e l’ultimo sguardo sull’isola

Verso sera, sali verso Santa Maria dell’Isola. La chiesetta è arroccata sulla rupe, e la scalinata che ci porta è ripida, ma ogni gradino è una conquista. Arrivi su, e il panorama ti toglie il fiato. Il mare è una distesa d’argento, e il sole, basso all’orizzonte, lo tinge di oro e di rosa. Lo Stromboli fuma lontano, e le Eolie sono una fila di ombre all’orizzonte. Ti siedi sui gradini della chiesa, e un ragazzo accanto a te suona la chitarra. La musica è dolce, malinconica, e si perde nel vento.

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Vacanza a Tropea - IcaroJournal
Vacanza a Tropea – IcaroJournal

Resti lì finché il sole non scompare del tutto. Le luci della città si accendono, e Tropea diventa un presepe illuminato. Scendi piano, e le scarpe scricchiolano sui ciottoli. Il profumo delle bougainvillee è più intenso, quasi ubriacante. Prima di andare via, compri un cannolo in una pasticceria sul corso. La ricotta è così fresca che si scioglie in bocca, e la cialda scrocchia sotto i denti. Lo mangi camminando, mentre le ultime luci del giorno si spengono.

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Francesca Guglielmino

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