Lunetta Savino conquista Troina: Penelope rompe il silenzio e riscrive il mito
Non la donna che aspetta, ma quella che sceglie, resiste e governa il proprio destino. Sul palco del Mythos Troina Festival è andata in scena una Penelope lontana dall’immagine tramandata nei secoli, capace di prendere finalmente la parola e raccontare la propria verità.
Ad accompagnare il pubblico in questa rilettura del mito è stata Lunetta Savino, protagonista della prima nazionale de “Il canto di Penelope”, tratto dall’opera di Margaret Atwood e diretto da Marcello Cotugno.
L’Anfiteatro della Radura ha ospitato uno degli appuntamenti più attesi della rassegna, offrendo una versione intensa e contemporanea di uno dei personaggi femminili più emblematici della mitologia classica. Accanto all’interpretazione di Lunetta Savino, le musiche eseguite dal vivo da Antonio Tavassi hanno accompagnato il racconto, contribuendo a creare un dialogo continuo tra parola, suono ed emozione. La celebre tela di Penelope non diventa più il simbolo dell’attesa, ma uno strumento di resistenza, un gesto lucido attraverso il quale la regina di Itaca riesce a opporsi al potere dei Proci e a difendere il proprio regno.
La stessa lettura emerge dalle note di regia, che restituiscono una protagonista diversa da quella consegnata dalla tradizione. «Negli ultimi anni, la rilettura femminista ha spostato il focus dalla sua attesa alla sua azione. Penelope non è più solo colei che aspetta, ma una donna che esercita un potere intellettuale in un mondo dominato dagli uomini. La sua celebre tela non è un semplice passatempo, ma un’arma di resistenza politica: un atto di sabotaggio consapevole con cui riesce a paralizzare l’arroganza dei Proci e a mantenere il controllo del regno in assenza del marito», si legge nella visione che accompagna lo spettacolo.
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Prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno in collaborazione con il Mythos Troina Festival, lo spettacolo ha confermato la volontà della manifestazione di proporre nuove chiavi di lettura dei grandi miti classici, affidandole ad alcuni dei nomi più autorevoli del teatro italiano. La rassegna, diretta da Luigi Tabita, proseguirà fino all’8 agosto con un calendario che riunisce prime nazionali e produzioni dedicate al dialogo tra il patrimonio classico e la sensibilità contemporanea.
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