Roberta Modigliani si racconta: da Non è la Rai al ritorno con la musica con Sotto la pelle d’estate
Roberta Modigliani, un nome destinato a segnare la storia dello spettacolo, e così è stato. Una teen showgirl che nel tempo è diventata una grandissima attrice, oltre che una cantante dalla voce meravigliosa.
Una carriera ricca di colpi di scena, un esordio arrivato con Bulli e Pupe prima di approdare a Non è la Rai… uno dei programmi cult degli anni ’90 che ha presentato al pubblico grandi artiste del calibro di Ambra Angiolini e della stessa Roberta Modigliani.
Oggi la troviamo impegnata nella promozione e presentazione del brano Sotto la pelle d’estate, ma noi di Icaro Journal l’abbiamo intervistata in esclusiva, parlando a 360 gradi della sua carriera e dei tanti progetti che l’hanno sempre caratterizzata.
Roberta, tutti noi ti conosciamo come volto della Rai, ma la tua carriera è cambiata molto nel corso degli anni. Ti sei divisa tra musica, recitazione e conduzione. Qual è stata, fin dall’inizio, la tua vera passione?
«La mia passione è sempre stata il canto. Ho iniziato a studiare quando avevo sette o otto anni, mentre la danza l’ho cominciata a quattro anni e mezzo. Sono cresciuta in una famiglia dove la musica era di casa: mio padre è un cantante e musicista; quindi, per me era una cosa naturale, faceva parte della quotidianità.
Appena ne ho avuto la possibilità, ho voluto provarci anch’io. Cantavo in un coro polifonico quando ero bambina e poi, crescendo, ho continuato a fare diverse esperienze, come capita a tanti ragazzi.»
Il punto di svolta arriva con “Miss Teenager”.
«Esatto. Era un concorso nel quale io partecipai come ballerina. In realtà l’organizzatore mi iscrisse in una categoria diversa perché diceva che avevo qualcosa di particolare, si chiamava “Ballo sex appil”. Facevo una coreografia con una sedia, indossavo un vestito cucito da mia madre e un enorme cappello. Ballavo sulle note di Caruso, nella versione interpretata da Anna Oxa.
Con quella performance iniziai a vincere praticamente ovunque, fino ad aggiudicarmi anche la finale nazionale. Ed è proprio grazie a quella vittoria che arriva la chiamata per il provino di Bulli e Pupe, perché il concorso era collegato ai provini che si stavano facendo per l’edizione estiva di Non è la Rai. Mi chiamarono e fui presa subito.
La cosa buffa è che io non volevo assolutamente partire. Fu mia nonna a convincermi. Mi disse: “Vai, fai questa esperienza e vedrai che non torni”. Alla fine aveva ragione lei.»

Roberta Modigliani ex di Non è la Rai – IcaroJournal
Dopo Non è la Rai è iniziata una nuova fase della tua carriera. Ti sei confrontata con produzioni diverse e con grandi nomi del cinema italiano.
«Sì, è stato proprio un nuovo inizio. Dentro Non è la Rai vivevamo quasi in una bolla: eravamo molto protette, essendo quasi tutte minorenni, e c’era una grandissima attenzione nei nostri confronti. Quando esci da quell’ambiente ti ritrovi in un mondo completamente diverso. È lì che diventa fondamentale avere una famiglia solida alle spalle e dei valori ben precisi. Nel corso della carriera ho sempre scelto io cosa fare e cosa rifiutare. Ci sono stati programmi ai quali avrei potuto partecipare, ma ho preferito dire di no perché in quel momento non rispecchiavano la persona che volevo essere. Volevo continuare a studiare, crescere e costruire un percorso coerente con me stessa.
Se devo dirti una cosa di cui, forse, mi sono pentita, è aver rifiutato Macao. Gianni Boncompagni mi aveva proposto un personaggio che poi è diventato molto famoso, quello della ballerina di Siviglia. All’epoca, però, ero concentrata sullo studio della recitazione e sul cinema. Col senno di poi forse quella scelta l’avrei fatta diversamente, ma ogni decisione appartiene al momento in cui viene presa.»
Nel cinema, però, hai comunque lavorato con nomi importanti come Carlo Verdone, Massimo Boldi e Christian De Sica.
«Assolutamente sì, e considero anche questo un grande privilegio. Sono esperienze alle quali spesso non penso nemmeno, ma quando qualcuno me le ricorda riaffiorano tanti bellissimi ricordi. Con Carlo Verdone, ad esempio, ho girato Zora la Vampira. Ricordo una scena in cui lui doveva spingermi facendomi cadere a terra. Prima di girarla mi chiese scusa non so quante volte, quasi fosse dispiaciuto di dover interpretare quella scena. È una persona di una gentilezza e di un’umiltà incredibili.
In generale, i grandi professionisti con cui ho lavorato non mi hanno mai fatto sentire inferiore. Al contrario, hanno sempre cercato di mettermi a mio agio. Per chi è all’inizio della carriera è un insegnamento enorme.»
Che ricordo hai invece di Massimo Boldi e Christian De Sica?
«Con loro mi sono divertita tantissimo. C’è anche un aneddoto particolare legato al film che stavamo girando. Eravamo all’aeroporto di Fiumicino per alcune riprese quando improvvisamente si fermò tutto. C’era grande agitazione, ma nessuno ci spiegò cosa stesse accadendo. Lo scoprii soltanto tornando a casa, ascoltando la radio in macchina: proprio in quelle ore c’era stato l’attacco alle Torri Gemelle.
Il film inizialmente avrebbe dovuto avere un titolo diverso, legato a New York, ma dopo quella tragedia fu cambiato. Anche Boldi e De Sica sono stati straordinari. Una cosa che ho sempre notato, e che avevo già osservato con Paolo Bonolis, è che le persone che in televisione appaiono più esuberanti, nella vita quotidiana sono spesso le più tranquille e pacate.»
Negli ultimi anni sei tornata con decisione alla musica. L’ultimo singolo è Sotto la pelle d’estate.
«Sì, è il terzo dei miei ultimi singoli. Il primo è stato L’amore è uguale per tutti, pubblicato nel 2016, un brano dedicato all’uguaglianza e ai diritti della comunità LGBTQ+. È diventato anche uno dei simboli del Pride e ancora oggi viene utilizzato in molte manifestazioni. Nel 2022 è arrivata Una principessa sopra un’altalena, una canzone molto autobiografica. Il videoclip è stato girato nel mio paese, tra le strade dove sono cresciuta, insieme ai miei cavalli, ai miei cani e nei luoghi che fanno parte della mia vita.
Poi è arrivata Sotto la pelle d’estate. All’apparenza può sembrare un tormentone estivo, ma in realtà racconta temi che mi affascinano molto, come il destino, le cosiddette fiamme gemelle e quei legami che sembrano attraversare il tempo.»
Da dove nasce l’ispirazione del brano?
«Il pezzo mi è stato proposto dall’autore Paolo Rossini e me ne sono innamorata immediatamente. Successivamente Simone Pinelli ha adattato il testo alla mia personalità e durante le registrazioni ho modificato anch’io alcune parole per renderlo ancora più vicino al mio modo di essere.
Mi piace perché racconta qualcosa che sento profondamente. Sono temi che mi incuriosiscono da sempre e sui quali leggo molto. Credo nel destino e penso che alcune persone siano destinate a incontrarsi.»
Guardando i tuoi social si nota anche un’altra scelta importante: quella di tornare a vivere immersa nella natura. Come nasce questa decisione?
«In realtà è sempre stato il mio sogno. Fin da quando lasciai la Toscana per trasferirmi a Roma dicevo che, un giorno, sarei tornata nel mio paese per vivere in campagna, aprire un agriturismo e stare accanto ai miei animali, continuando però a fare il mio lavoro. Oggi posso dire di esserci riuscita. Vivo circondata dai miei cavalli, dai miei cani e dalla natura. È la dimensione nella quale sto meglio.
In fondo non me ne sono mai andata davvero. Con il cuore sono sempre rimasta qui.»
Quali sono i tuoi impegni lavorativi per i prossimi mesi?
«In questo momento sono concentrata sulla promozione di Sotto la pelle d’estate, ma stiamo già lavorando al prossimo singolo, che dovrebbe uscire entro la fine dell’anno.
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Questa volta sto cercando anche di scrivere personalmente il testo. Vedremo se ci riuscirò oppure se continuerò a collaborare con chi ha scritto gli ultimi brani. L’importante è che il risultato racconti sempre qualcosa di autentico.»
E il cinema? Ti rivedremo presto sul grande schermo?
«Mai dire mai. Sono una persona curiosa e mi piace imparare continuamente cose nuove. Se dovesse arrivare una proposta cinematografica che sento nelle mie corde, l’accoglierei molto volentieri… mi piacerebbe interpretare il ruolo di una “cattiva”, proprio perché è il contrario di ciò che sono e della mia personalità. Sarebbe davvero una bellissima esperienza.»
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