Rossano in Calabria - IcaroJournal

Il viaggio che non ti aspetti: Rossano tra pagine antiche e radici dolci

Last Updated: 07.08.2026By

Non sapevo cosa aspettarmi. Avevo sentito parlare di un codice, di un borgo, di un profumo strano che non si dimentica. Ma quando sono arrivato, la prima cosa che mi ha colpito è stato l’odore.

Un odore dolce, terroso, che non avevo mai sentito prima. Ho chiuso la macchina, e il profumo mi ha avvolto come una coperta. Era la liquirizia. Non quella delle caramelle, ma quella vera, quella che cresce nella terra e che qui, a Rossano, è una storia che si respira. La strada cominciava a salire, e io l’ho seguita.

Ho camminato per le stradine del centro storico, e l’odore mi seguiva. Si infilava tra le case di pietra, si mescolava al pane che usciva da una finestra, si posava sui balconi pieni di gerani. Non c’era nessuno. Solo il rumore dei miei passi sulle pietre consumate. Una donna anziana spazza la soglia e mi sorride. Poco più avanti, un uomo sistema le cassette di liquirizia davanti alla sua bottega. Ne compro un pezzo, lo mordo, e il sapore mi riempie la bocca. Amaro e dolce insieme. Come questa città.

Il castello che ti guarda dalla collina e il bosco che ti accoglie

Poi sono arrivato in cima. Una stanza silenziosa, un leggio, e un libro aperto. Le pagine sono di un colore che non ho mai visto: rosso scuro, quasi viola, come il cielo prima di un temporale. Le miniature raccontano storie antiche, e i volti sono così vivi che sembra possano parlare. Non so quanto tempo sono rimasto lì. Forse cinque minuti, forse un’ora. Il tempo non esisteva più. C’era solo quella pagina di porpora che mi guardava, e io non potevo distogliere lo sguardo.

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Ho lasciato la stanza e sono sceso verso il castello. Le mura sono massicce, le torri dominano la valle. Ho salito i gradini di ghisa che si avvolgono su se stessi, e a ogni passo il panorama si allargava. La costa, gli agrumeti, le montagne all’orizzonte. Lassù, il vento mi ha asciugato il sudore. Più tardi, mi sono addentrato nel bosco. Gli alberi sono così vecchi che i loro tronchi sembrano colonne di una cattedrale. Camminavo in silenzio, e il rumore delle foglie sotto i piedi era l’unica musica.

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