Viaggio in Bordeaux - IcaroJournal

Bordeaux: dove il tempo ha il sapore del vino

Last Updated: 16.09.2026By

Arrivi a Bordeaux nel tardo pomeriggio, e la prima cosa che noti è il colore. Le facciate sono di pietra chiara, quasi dorata, e il sole che tramonta le accende di un riflesso caldo che ti fa stringere gli occhi.

Cammini verso il fiume, e la Garonne è lì, larga e lenta, con i ponti che la attraversano come cuciture di pietra. Sull’altra riva, le case si specchiano nell’acqua, e il riflesso è così perfetto che sembra un quadro. Non hai ancora assaggiato il vino, ma già senti che questa città ti prenderà per mano.

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Il riflesso che ti segue ovunque

Il Miroir d’Eau è una delle prime cose che vedi. È una piattaforma di granito nero coperta da un velo d’acqua che riflette la Place de la Bourse come uno specchio gigante. I bambini ci corrono dentro, gli adulti si tolgono le scarpe, e tutti si fermano a guardare il riflesso della città che sembra capovolta.

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Ti siedi sul bordo, e l’acqua ti accarezza i piedi. Poi ti alzi e ti addentri nel centro storico. Le strade sono strette, lastricate di pietra chiara, e i palazzi del Settecento si susseguono uno dopo l’altro con le loro facciate eleganti e i balconi di ferro battuto. A un certo punto, senti un profumo che non hai mai sentito prima: è il profumo del vino che invecchia nelle botti, che sale dalle cantine e si mescola all’aria. È un odore dolce, legnoso, quasi magico.

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Il borgo che vive sotto terra

Il giorno dopo, prendi il treno per Saint-Émilion. Il viaggio dura mezz’ora, e quando arrivi capisci subito che questo non è un paese qualunque. È un borgo medievale arroccato su una collina, con le mura antiche e le strade di pietra che si arrampicano verso la chiesa monolitica, scavata interamente nella roccia. Scendi nella cripta, e l’aria è fresca, umida, e il silenzio è così denso che puoi sentire il tuo respiro. Poi esci e ti perdi tra i vigneti che circondano il paese.

Le vigne sono ordinatissime, e i filari si perdono all’orizzonte come onde verdi. Entri in una cantina, e il proprietario ti fa assaggiare il vino. Lo versa nel bicchiere, lo fa girare, e tu lo annusi prima di berlo. Il sapore è intenso, caldo, e ti resta in bocca a lungo. Non sei un esperto, ma capisci che c’è qualcosa di speciale in questo vino. È come se contenesse la terra, il sole e la pioggia di questo posto.

La sera che non vuole finire

Torni a Bordeaux la sera, e la città è ancora sveglia. I caffè sono pieni, i ristoranti hanno i tavoli all’aperto, e la gente passeggia senza fretta. Ordini un piatto di ostriche e un bicchiere di bianco, e li mangi guardando il fiume che scorre lento. Il cameriere ti sorride e ti chiede se ti piace Bordeaux.

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Tu annuisci, e lui dice: “Non è solo il vino, sai? È il modo in cui viviamo. Senza fretta, senza stress. Come se il tempo fosse un amico, non un nemico.” E tu capisci che ha ragione. Bordeaux non è una città che ti chiede di correre. È una città che ti invita a fermarti, a guardare, ad assaporare. E mentre il sole tramonta sulla Garonne, capisci che questo weekend non lo dimenticherai.

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