Hydrogen Valleys, la sfida dopo il PNRR: «Ora serve un mercato sostenibile»

Last Updated: 04.10.2026By

Il PNRR ha dato il via agli investimenti, ma per le Hydrogen Valleys italiane la partita non si chiude con la fine della fase sostenuta dai fondi pubblici. Il passaggio successivo è trasformare i progetti e le infrastrutture realizzate in filiere industriali capaci di reggersi nel tempo. È stato questo il tema al centro della tavola rotonda organizzata da H2IT – Associazione Italiana Idrogeno nell’ambito di HEYSUN 2026, al Centro fieristico di Misterbianco.

Il confronto ha riunito istituzioni, imprese, ricerca ed esperti del settore attorno a una questione precisa: creare le condizioni perché gli investimenti avviati possano diventare economicamente sostenibili e continuare a produrre valore anche oltre il PNRR.

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Uno degli aspetti affrontati riguarda la domanda di idrogeno rinnovabile, considerata determinante per accompagnare la crescita dei progetti. Per consolidare le Hydrogen Valleys occorre infatti mettere in relazione produzione e utilizzi finali, favorendo l’impiego dell’idrogeno nei settori industriali e nella mobilità e creando un quadro normativo e regolatorio stabile.

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Le Hydrogen Valleys puntano a costruire ecosistemi territoriali nei quali produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno possano integrarsi. Un modello pensato anche per intervenire nei settori in cui l’elettrificazione diretta risulta più complessa. La fase successiva agli investimenti del PNRR pone quindi il problema di trasformare quanto realizzato in attività industriali durature, con ricadute economiche, ambientali e occupazionali sui territori.

“Investimenti del PNRR hanno…”

Al centro della discussione anche la dimensione territoriale. Imprese, infrastrutture, amministrazioni, università e centri di ricerca dovranno essere messi in relazione per costruire sistemi energetici integrati, tenendo conto delle caratteristiche produttive delle diverse aree.

«Gli investimenti del PNRR hanno rappresentato un impulso fondamentale per la nascita delle Hydrogen Valleys, ma la sfida adesso è fare in modo che quanto realizzato possa continuare a produrre valore nel tempo -, ha dichiarato Valter Alessandria, vicepresidente vicario di H2IT -. Dobbiamo passare dalla fase dei progetti alla costruzione di un mercato dell’idrogeno realmente sostenibile, facendo crescere insieme produzione e domanda».

Alla tavola rotonda hanno partecipato, tra gli altri, Cristina Maggi, direttrice H2IT, Fabrizio Cardilli di Sapio, Marco Giovanni Buffoni di Maximator, Luca Giacomelli di Erredue, Giuseppe Gaglio di Magic Engineering, Stefania Crotta del MASE, Giulia Monteleone di ENEA, Marco Manchisi di DiTNE, Piergabriele Andreoli di RENAEL e Roberto Sannasardo, Energy Manager della Regione Siciliana.

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L’incontro del primo ottobre ha concluso le due giornate dedicate da H2IT a HEYSUN 2026. Il giorno precedente si era svolta la quinta tappa di H2InComune, dedicata all’idrogeno per la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile in Sicilia.

Due appuntamenti che hanno affrontato il tema da prospettive diverse: da una parte le opportunità per il territorio siciliano e il ruolo delle amministrazioni pubbliche, dall’altra la necessità di dare continuità alle Hydrogen Valleys italiane una volta terminata la fase degli investimenti legati al PNRR.

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