Basta influencer in città - IcaroJournal

“Basta influencer”, l’era dei traver social influecer sta per subire limitazioni di vario tipo

Last Updated: 05.11.2026By

Stanno cambiando le sponsorizzazioni legate a viaggi, hotel e borghi stupendi: gli influencer vengono sempre più spesso respinti da destinazioni che non vogliono più diventare set fotografici.

Negli ultimi anni abbiamo avuto modo di scoprire tante località, anche in Italia, grazie alla presenza degli influencer. Imprenditori e amministrazioni comunali, in alcuni casi, hanno selezionato sui social influencer e travel blogger per invitarli a visitare le città e le loro strutture, sia in Italia sia all’estero.

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L’obiettivo non era solo aumentare l’affluenza nella città di riferimento, ma anche mostrare case vacanza e hotel di lusso a prezzi scontati. Spesso, inoltre, i video erano accompagnati da un buono sconto. Nel frattempo, le foto mostravano quanto il posto fosse “Instagrammabile”, trasformandolo in un vero e proprio set fotografico a cielo aperto.

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Ma quanto poteva durare, in realtà, questa attività? La risposta può dipendere da diversi punti di vista, ma la verità è che, a quanto pare, l’era dell’influencer sta letteralmente tramontando: dei set fotografici a cielo aperto non ce ne facciamo niente se poi il turista non arriva.

Basta turisti in città!

È quanto emerge da vari report pubblicati da riviste del settore. A quanto pare, aumenta sempre di più il numero degli hotel e dei borghi che non gradiscono la visita degli influencer. Non solo perché mostrano una vacanza molto lontana da quella che poi si potrebbe davvero vivere, persino scoraggiando eventuali clienti, ma anche perché il problema riguarda proprio i set fotografici a cielo aperto di cui abbiamo parlato.

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A focalizzare l’attenzione su questo fenomeno è stato il Guardian, che riferisce come alcune strutture e località abbiano cominciato a reagire negativamente a quella che poteva essere una pubblicità passiva, offerta in cambio di uno sconto, di un alloggio gratuito o di altro ancora. L’Hotel du Cap-Eden-Roc di Antibes, che dal 1870 ospita turisti provenienti da tutto il mondo, ha deciso di porre un limite: i servizi fotografici sono ammessi solo previa autorizzazione. Una presa di posizione che arriva proprio dalla Costa Azzurra.

Nel Vermont, negli Stati Uniti, i residenti della cittadina di Pomfret hanno chiuso ai non residenti alcune strade durante la stagione autunnale. La lista delle località che cercano di contenere il fenomeno si allunga. In Giappone, a Fujikawaguchiko, è stata installata una barriera visiva perché troppe persone bloccavano strade e cortili privati pur di immortalare la celebre inquadratura di un minimarket con il monte Fuji sullo sfondo, diventata virale sui social network. Non si andava in visita principalmente per il monte, ma per scattare una bella foto da pubblicare su Instagram.

Lo stesso accade a Hallstatt, villaggio austriaco patrimonio UNESCO, preso d’assalto dai visitatori, che mettono a rischio la quiete degli abitanti.

Quali mete italiane stanno dicendo no agli influencer e non solo?

Tra le mete che stanno cercando di allontanare il turismo di massa, insieme agli influencer che possono involontariamente alimentarlo, c’è senza dubbio Portofino, dove sono state istituite vere e proprie zone rosse contro gli assembramenti.

Non finisce qui: anche nelle Dolomiti sono stati installati tornelli e sbarre per contrastare il turismo da selfie sul Seceda. La funivia si prenota online e il biglietto costa dai 52 ai 74 euro.

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In Val di Funes, da maggio a novembre, una sbarra limita l’accesso alla strada percorsa per salire alla chiesetta di Santa Maddalena. Anche la Val di Fassa è stata presa di mira dai TikToker negli ultimi anni.

Infine, in Alto Adige è aumentato il numero dei turisti asiatici arrivati in queste località attraverso i social network: vedono immagini di vacanze incredibili e organizzano subito il loro viaggio. Nel 2025, la regione ha registrato oltre 38 milioni di pernottamenti complessivi.

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Qual è, quindi, la meta perfetta per chi sogna una vacanza?

La risposta può dipendere da tantissimi fattori. Le mete più popolari sono diventate familiari anche a chi non le ha mai visitate: si ha la sensazione di averle già viste tante volte, quasi da conoscerle a memoria. Allo stesso tempo, si va alla ricerca di luoghi più esclusivi e tranquilli, dove potersi rilassare davvero senza subire il peso dell’overtourism che invade le città.

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Sta nascendo, dunque, un nuovo modo di viaggiare senza pretese: si scelgono mete poco battute, città che in pochi conoscono ma che hanno tanto da offrire, anche solo per un semplice weekend. Quale meta sceglieresti per la tua vacanza senza pretese?