Maria Attanasio a Zafferana Etnea con “La rosa inversa”
Un professore reazionario dei primi del Novecento trova una botola e, dall’altra parte, ad aspettarlo c’è la storia di un antenato che aveva fatto dell’Illuminismo e della libertà di pensiero quasi una ragione di vita. Due epoche e due visioni opposte che Maria Attanasio ha fatto incontrare ne La rosa inversa, il romanzo che venerdì 18 settembre porterà a Zafferana Etnea.
Sarà proprio la scrittrice a inaugurare, alle 18:30, la quarta edizione del Caffè Letterario Donna Peppina, curato da Graziella Torrisi. Durante l’incontro Attanasio sarà intervistata dalla giornalista Grazia Calanna e il dialogo partirà dalla scrittura per arrivare al suo ultimo libro, pubblicato da Sellerio nel 2026.
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La rosa inversa è stato candidato al Premio Strega 2026 ed è entrato nella dozzina dell’ottantesima edizione. A proporlo è stata Ottavia Piccolo, sottolineando la capacità dell’autrice di mettere insieme accuratezza storica e finzione attraverso un linguaggio composito e poetico.
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Maria Attanasio torna nel Settecento con “La rosa inversa”
Il punto di partenza del romanzo è il 1900. Giacomo Flerez, ex professore di liceo, eredita un palazzo nobiliare a Calacte e proprio qui scopre una botola che conduce alla stanza appartenuta al suo antenato Ruggero Henares.
Tra i libri del barone trova un manoscritto intitolato La Rosa Inversa e il racconto si sposta così nel Settecento. Ruggero, nato nel 1743 e rimasto presto orfano di madre, viene mandato dal padre a studiare dai Gesuiti. Tra i suoi compagni c’è Giuseppe Balsamo, che incontrerà nuovamente anni dopo quando sarà ormai diventato Cagliostro.
Nel romanzo entra anche Amalia, vedova innamorata e ricambiata da Ruggero, ma determinata a non sposarlo per conservare la propria indipendenza economica. Un personaggio femminile che porta dentro una storia ambientata nel Settecento una concezione estremamente moderna della propria libertà.
Lo scenario principale rimane Calacte, dietro la quale si riconosce Caltagirone, luogo che la stessa Attanasio definisce «un destino di scrittura». Tra rivoluzioni, Illuminismo, massoneria e restaurazione, il passato diventa così lo strumento attraverso il quale osservare anche il presente e, soprattutto, la guerra che in epoche diverse viene combattuta contro la libertà di pensiero e di espressione.
A Zafferana Etnea riparte il Caffè Letterario Donna Peppina
L’appuntamento con Maria Attanasio aprirà la quarta stagione del progetto ideato da Graziella Torrisi, nato per creare un punto di incontro nel quale far convivere libri, arte e buon cibo, ma anche presentazioni, gruppi di lettura e laboratori creativi.
«Sono felice di inaugurare questa IV stagione del nostro “Caffè Letterario Donna Peppina” con Maria Attanasio», ha spiegato Torrisi, ricordando l’obiettivo di mantenere il progetto come punto di ritrovo culturale per la comunità locale e spazio dedicato alla lettura, alla scrittura e al confronto.
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Il primo viaggio della nuova stagione, dunque, comincerà dalla Sicilia del Settecento immaginata da Attanasio, dove una botola separa due uomini vissuti a distanza di oltre un secolo e, allo stesso tempo, mette uno davanti alle idee dell’altro.
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