Respiro di Dio - IcaroJournal

“Il respiro di Dio”, a Catania il teatro incontra l’organo di Del Piano

Last Updated: 23.09.2026By

Più di duemilatrecento canne, tre uomini ossessionati dalla ricerca della perfezione e una domanda: cosa serve per trasformare un organo nel “Respiro di Dio”? La risposta passa dalla Chiesa di San Nicolò l’Arena di Catania, dove il 24 e 25 settembre torna in scena l’opera site-specific scritta e diretta da Antonello Capodici.

Dopo il primo appuntamento del 22 settembre, “Il respiro di Dio” prosegue con altre due rappresentazioni all’interno della stessa chiesa che custodisce il monumentale organo a canne attorno al quale si sviluppa la storia.

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Capodici, oltre a firmare drammaturgia e regia, sarà in scena insieme a Cosimo Coltraro ed Emanuele Puglia. Lo spettacolo è prodotto da Artelè e inserito nel cartellone Palcoscenico Catania.

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“Il respiro di Dio”, la storia di Donato Del Piano diventa teatro

Per comprendere il viaggio raccontato sul palco bisogna tornare alla metà del Settecento. L’abate del Monastero dei Benedettini, Anselmo Valdibella, commissionò la costruzione di un imponente organo a canne da collocare sopra il Coro della chiesa.

Il lavoro venne affidato ai fratelli napoletani Del Piano e, in particolare, a Donato. Nacque così quello che all’epoca venne considerato l’organo più grande del mondo, uno strumento dal suono potente e variegato che riuscì ad affascinare anche personalità come Goethe e D’Annunzio.

Ed è proprio tra quelle canne e all’interno della Chiesa di San Nicolò l’Arena che prende forma una drammaturgia pensata appositamente per questo luogo. Storia, memoria cittadina e teatro si intrecciano senza separarsi dal patrimonio artistico e musicale che circonda gli spettatori.

A guidare il racconto sono tre figure legate alla storia siciliana e catanese: l’abate Anselmo Valdibella, Tobia Bellini, Maestro di Cappella della chiesa e nonno di Vincenzo Bellini, e Federico De Roberto, bibliotecario del cenobio.

Tre uomini vissuti in tempi differenti, ma accomunati, proprio come Donato Del Piano, dalla ricerca della perfezione, della gloria e del successo.

Tra il Respiro di Dio e l’alito del Diavolo

È su questa ossessione che Antonello Capodici costruisce anche la parte più inquieta dello spettacolo. Ognuno dei tre protagonisti è convinto di aver compreso realmente Donato Del Piano e di poter, quindi, raccontarne fino in fondo l’essenza.

«Una smania perniciosa, un’inquietudine persino diabolica. Un soffio che crea e che distrugge», spiega il regista.

E proprio il soffio diventa il filo che conduce alle oltre duemilatrecento canne dell’organo e alla domanda attorno alla quale sembra stringersi l’intera opera: per trasformare lo strumento di Del Piano nel Respiro di Dio potrebbe essere necessario soffiarvi dentro l’alito del Diavolo?

Dopo la rappresentazione del 22 settembre, “Il respiro di Dio” tornerà in scena il 24 e 25 settembre nella Chiesa di San Nicolò l’Arena, in Piazza Dante a Catania.

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