Aimez-vous Brahms? Enrico Pagano dirige il concerto sinfonico
Tracciare le coordinate del Romanticismo attraverso il rigore dell’architettura formale, affrancando la pagina sinfonica dalla ricerca del trionfalismo scenico per esplorare la tensione tra libertà espressiva e memoria classica.
Nel quadro della stagione concertistica dell’Ente Lirico etneo, la rassegna del Teatro Massimo Bellini propone l’appuntamento monotematico “Aimez-vous Brahms?“, in programma presso il Teatro Metropolitan di Catania sabato 7 novembre 2026 alle ore 20:30 (Turno A) e domenica 8 novembre alle ore 17:30 (Turno B).
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La direzione dell’Orchestra dell’ente è affidata a Enrico Pagano, chiamato a guidare il complesso sinfonico attraverso un itinerario che mette in relazione le forme contratte della pagina d’occasione con la densità strutturale del grande repertorio orchestrale.
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L’appuntamento segue il successo registrato lo scorso 3 novembre nella Cattedrale di Acireale, dove l’esecuzione dell’oratorio Il Natale del Redentore di Lorenzo Perosi, diretto da Fabrizio Maria Carminati, ha celebrato l’anniversario della nascita di Vincenzo Bellini.
Dal brio dell’Academic Festival alla trasposizione della memoria popolare
La struttura del concerto apre con l’Ouverture per una festa accademica, op. 80, composta da Johannes Brahms nel 1880 a seguito del conferimento della laurea honoris causa da parte dell’Università di Breslavia.
L’opera si distanzia dai canoni della mera pagina celebrativa per configurarsi come una rielaborazione contrappuntistica di motivi goliardici e canti studenteschi, dove il tema del Gaudeamus igitur viene integrato nel disegno orchestrale conclusivo con una studiata misura ironica.
Seguirà la selezione dalle Danze ungheresi (nn. 1, 3, 10, 5 e 6), nate originariamente per pianoforte a quattro mani nel 1869: una partitura nella quale l’assimilazione dei ritmi tradizionali magiari viene trasposta in un’alternanza di scarti agogici, episodi lirici e improvvise impennate dinamiche.
La coesione formale e il memento della Terza Sinfonia
Il baricentro del programma è individuato nella Sinfonia n. 3 in fa maggiore, op. 90, elaborata nell’estate del 1883 ed eseguita nello stesso anno a Vienna. Concepita attorno alla cellula tematica iniziale fa-la bemolle-fa evidente richiamo al motto personale frei aber froh (libero ma felice). L’opera sviluppa una ricerca sulla concentrazione formale che trova equilibrio nell’articolazione dei quattro movimenti.
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Dall’irrequietezza dell’Allegro con brio si passa al raccoglimento dell’Andante, cui segue il Poco allegretto col suo celebre profilo melodico, per approdare a un finale drammatico che sceglie di estinguersi in una scansione in pianissimo, lontana da ogni tentazione rettorica.

