Partire per un viaggio e ritrovarsi con il telefono scarico in aeroporto, senza riuscire a chiamare un taxi o a controllare l’indirizzo dell’hotel, è una di quelle piccole grandi frustrazioni che rovinano l’inizio della vacanza.
Il powerbank è diventato un oggetto indispensabile, ma pochi sanno dove metterlo. In valigia o nel bagaglio a mano? La risposta non è scontata e cambia tutto quando si passa attraverso i controlli di sicurezza.
Perché una volta arrivati al gate, se la batteria è finita e il powerbank è rimasto nella valigia imbarcata, non c’è modo di recuperarlo. E poi c’è la questione normativa: le compagnie aeree hanno regole precise su questi dispositivi, e ignorarle può costare caro.
Come viaggiare con la powerbank in modo sicuro
Il powerbank va tenuto nel bagaglio a mano, non in quello imbarcato. Il motivo è semplice: le batterie al litio, se danneggiate o sottoposte a sbalzi di temperatura, possono surriscaldarsi e prendere fuoco. In stiva, dove non c’è nessuno per intervenire, un principio d’incendio sarebbe un disastro.
In cabina, invece, l’equipaggio può agire rapidamente. Per questo le compagnie aeree lo richiedono espressamente, e i controlli di sicurezza sono severi. Un powerbank in valigia può essere sequestrato, o peggio, far perdere tempo prezioso quando si è già in fila all’imbarco.
Come scegliere la powerbank e gestirlo in viaggio?
Non tutti i powerbank sono uguali. Per viaggiare, meglio puntare su una capacità tra i 10.000 e i 20.000 mAh, che permette di ricaricare uno smartphone almeno due o tre volte senza essere troppo pesante. Quelli con più di 30.000 mAh sono spesso vietati dalle compagnie, perché considerati a rischio. È importante anche che il dispositivo sia di buona qualità, con certificazioni di sicurezza, per evitare surriscaldamenti. Durante il volo, meglio non usarlo per ricaricare il telefono mentre si è seduti, perché potrebbe scaldarsi eccessivamente.

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Un altro trucco che ho imparato dopo qualche viaggio: tenere il powerbank carico prima della partenza, e portare con sé un cavo corto, che non si aggroviglia e occupa meno spazio. All’arrivo, averlo a portata di mano significa non dover cercare disperatamente una presa in aeroporto, ma potersi muovere subito verso l’uscita, con la mappa già aperta sul telefono. Un piccolo gesto che alla fine rende tutto più semplice.
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