Monday, 30 March 2026
Viaggi

Tre borghi per Pasqua in Sicilia: quelli che ti cambiano il passo

Sicilia Pasqua Ponte - IcaroJournal

La Sicilia a Pasqua è un’altra cosa. Non è la Sicilia dell’estate, quella dei selfie in spiaggia e delle file per il gelato. È una Sicilia più lenta, più raccolta, che profuma di zagara e di pane appena sfornato. Quella che devi attraversare con calma, borgo dopo borgo, senza guardare l’orologio.

Perché qui la Pasqua non è solo una festa. È un rito collettivo, un modo per ritrovarsi. E in tre giorni, tra sabato, domenica e Pasquetta, puoi assaggiarne il senso vero.

Sabato: San Biagio Platani, gli archi che aspettano

Arrivi a San Biagio Platani nel pomeriggio del sabato e il paese sembra un presepio. Lungo il corso principale, due confraternite lavorano da settimane in gran segreto, e ora finalmente tutto è pronto.

Sono gli Archi di Pasqua. Impalcature di canne alte fino a tredici metri, decorate con pane artistico, cereali, legumi, fiori. I “Madunnara” e i “Signurara” gareggiano da secoli per realizzare l’arco più bello, e tu cammini sotto quelle volte come se entrassi in un’altra dimensione.

Poi arriva la sera, le luci si accendono, e gli archi sembrano sospesi. I pani decorati brillano come sculture, i mosaici di grano e lenticchie raccontano scene evangeliche. E tu stai lì, sotto, a guardare il frutto di mani che hanno lavorato in silenzio per mesi.

Domenica: Caltabellotta, il borgo della pace

La mattina di Pasqua sali verso Caltabellotta. Il borgo è arroccato a mille metri, con le case di pietra che si arrampicano sulla roccia. Qui nel 1302 è stata firmata la pace tra angioini e aragonesi, e da allora lo chiamano il “Borgo della Pace”. La messa nella chiesa madre, poi una passeggiata verso i resti del castello normanno.

LEGGI ANCHE -> Incidente per Aka7even: paura e shock, interviene D’Alessio

LEGGI ANCHE -> Normandia in 5 giorni: tra cieli immensi, scogliere sospese e la memoria che non si spegne

Da lassù il panorama ti porta via il fiato: da un lato il mare, dall’altro le cime dei monti Sicani,
intorno altri borghi che sembrano dipinti. Nel pomeriggio, quando il caldo è dolce, ti siedi in una piazzetta e ordini un piatto di olio locale. Perché qui l’olio è una religione, e anche un pezzo di pane intinto può sembrare una cena.

LEGGI ANCHE -> Lasagna classica, una ricetta che non tradisce e un appuntamento fisso la domenica

LEGGI ANCHE -> Auguri Cesare Cremonini: torta a forma di sax, amici vip e un coro “We are the world”

Non perderti i nostri alati update!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Andrea Piazza

Andrea Piazza

About Author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *