Questa nuova edizione del Taormina Film Fest si presenta già ricca di grandi emozioni e di appuntamenti per i vari cortometraggi presentati alla giuria, sui quali si dovrà scegliere entro la giornata. Nell’elenco dei concorrenti troviamo anche il cortometraggio Isola senza mare.
A volte le immagini e i video sono l’unico modo per raccontare e far vedere agli altri la realtà che ci circonda. Questo è quello che hanno fatto Greta Baglio, Cecilia e Federico, Clara Milazzo, Grace PRestiilippo e Sara Robusto. Tutti siciliani, tutti pronti a spiccare il volo e vivere la propria vita, e che il 10 giugno alle ore 18:00 hanno presentato il loro cortometraggio proprio nella cornice del Taormina Film Festival.
È stata per loro un’esperienza incredibile, ce l’hanno raccontata attraverso la voce di Greta, la quale non ha nascosto il timore per il futuro, sia nel tentativo di scegliere la giusta strada da percorrere sia, soprattutto, nel trovare un equilibrio tra la sua vita attuale e quella che le riserva il futuro, tenendo conto del fatto che lasciare la sua città non significa soltanto buttarsi alle spalle anni vissuti intensamente… ma costruire un nuovo assetto familiare lontano dalla tranquillità del nido familiare. Quando l’orizzonte sembra bloccato e si oscilla sempre tra nostalgia e futuro, però, ecco che tutto improvvisamente si trasforma in altro, come se noi diventassimo un’isola e il mare tutto attorno.
A soli 19 anni si ritrova già sul palco del Taormina Film Fest con Isola senza mare, un cortometraggio nato tra i banchi di scuola e diventato il racconto di una generazione che guarda al futuro con entusiasmo, ma anche con molte domande.

«Il progetto è nato attraverso la scuola –, racconta Greta -. Abbiamo seguito delle lezioni sul cinema e da lì è nata l’idea di raccontare non tanto il territorio dal punto di vista geografico, quanto la sensazione che si prova vivendo nell’entroterra siciliano. Siamo prossimi al diploma, dobbiamo scegliere l’università e iniziamo a chiederci come costruire il nostro futuro. Molto spesso la risposta sembra essere fuori da qui».
Il cortometraggio affronta proprio questo tema: il desiderio di partire e, allo stesso tempo, il forte legame con la propria terra: «Dove si nasce ci sono la famiglia, gli amici, gli affetti e tutti i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza. Andare via significa lasciare una parte importante di sé».
Nel film trovano spazio storie diverse: quelle di chi ha scelto di partire e quelle di chi, invece, ha deciso di restare. Tra queste c’è anche quella di Gaetano, protagonista dell’immagine di copertina: «È l’eccezione che conferma la regola. Mentre molti pensano di andare via, lui ci ha detto chiaramente che immagina il suo futuro soltanto qui».
Accanto alle interviste, il cortometraggio utilizza immagini simboliche. Tra queste una ballerina che danza senza pubblico, metafora dei talenti che nascono nell’entroterra e che spesso faticano a trovare occasioni per emergere. Un altro simbolo è quello delle api che si allontanano dall’alveare, immagine che richiama il percorso di chi lascia la propria comunità per costruire altrove il proprio futuro.
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Alla base del progetto c’è anche una riflessione sulle opportunità offerte ai giovani: «Piazza Armerina ha grandi potenzialità e possiede un patrimonio straordinario come la Villa Romana del Casale. A volte, però, manca la capacità di valorizzare pienamente ciò che abbiamo. Servirebbero più opportunità, non soltanto dal punto di vista lavorativo, ma anche sociale e culturale».
Il messaggio del cortometraggio, però, non è una condanna dei piccoli centri né un invito a partire a tutti i costi. Al contrario, vuole raccontare un dubbio condiviso da molti giovani siciliani: «Non esiste una risposta giusta per tutti. Quello che abbiamo capito è che non bisogna avere fretta. Si può crescere un passo alla volta, senza sentirsi obbligati a scegliere immediatamente tra il partire e il restare».
Un messaggio che arriva forte e chiaro da una generazione che guarda al futuro senza rinnegare le proprie radici, cercando un equilibrio tra il desiderio di realizzarsi e l’amore per la propria terra.
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