La Pasquetta, a Monte Isola, non ha bisogno di auto né di code. Arrivi in barca da Sulzano, dieci minuti di traversata che bastano a cambiare tutto. L’acqua è calma, il cielo azzurro, le montagne si specchiano nel lago come in uno specchio.
Sbarchi a Peschiera Maraglio, e la prima cosa che noti è l’assenza di macchine. Solo pedoni, biciclette, e qualche motorino dei residenti. Cammini lungo la costa, e le case color pastello ti guardano dalle rive, con le finestre aperte sulla primavera. È l’isola lacustre più grande d’Italia, e forse anche la più silenziosa.
A piedi verso la Madonna della Ceriola
Decidi di salire. Perché Monte Isola si chiama così per via del suo monte, che sale fino a 600 metri. Segui il sentiero che parte da Sensole, un borghetto di poche case e un piccolo porto. La salita è ripida, ma il panorama ti ripaga a ogni curva. Tra castagni e pini, sbuca ogni tanto il lago, sempre più in basso, sempre più blu.
Dopo un’ora arrivi al Santuario della Madonna della Ceriola. È sulla cima, e la vista ti toglie il fiato. Il lago d’Iseo è tutto sotto: la sponda bergamasca e quella bresciana, l’Isola di San Paolo piccola accanto, e in fondo la pianura che si perde all’orizzonte. Ti siedi sui gradini della chiesa. Qualcuno ha portato un panino, qualcuno suona una chitarra. Lassù, a Pasquetta, si sta bene.
Il giro dell’isola in bici e il picnic sul lago
Nel pomeriggio noleggi una bicicletta. Intorno all’isola corre una strada che la costeggia tutta, pianeggiante e senza traffico. Pedali lento, tra ulivi e vigneti, e ogni curva ti regala una nuova prospettiva. A Carzano ti fermi: c’è un pontile di legno che sporge sull’acqua, e alcuni hanno già steso la coperta. Tu fai lo stesso.
Tiri fuori dalla sporta il pesce fritto comprato al mattino da un pescatore, un po’ di polenta, un bicchiere di Franciacorta. L’acqua è così trasparente che vedi i pesci nuotare lenti. I bambini si tuffano nonostante sia ancora fresca, e le loro risate rimbalzano tra le case del borgo. Non c’è fretta. Non ce n’è mai, a Monte Isola.
L’ultima passeggiata prima del traghetto
Prima di ripartire, fai un’ultima passeggiata per i vicoli di Siviano, il paese più tranquillo. Le donne sono sedute sulle panchine davanti alle porte, e qualcuno stende ancora i panni al sole. Entri in una piccola bottega e compri un vasetto di miele di castagno. Il proprietario ti sorride e ti augura buona Pasqua, anche se è già lunedì. Poi prendi il traghetto per tornare. L’isola si fa dietro di te sempre più piccola, e mentre ti allontani capisci che non vorresti andartene.
Un giorno a Monte Isola ti insegna che la Pasquetta vera è fatta di silenzio, di acqua, di salite che ti regalano panorami. Non servono file, non servono parcheggi, non servono ristoranti affollati. Basta una barca, una bicicletta e il coraggio di lasciare l’auto a casa.
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Se devi scegliere tra un pranzo al ristorante e un pesce fritto mangiato su un pontile, scegli il pontile. Tra una visita di mezz’ora alla Madonna della Ceriola e un pomeriggio perso a pedalare senza meta, scegli la bicicletta. Perché Monte Isola non si visita, si respira. E a Pasquetta, se hai la fortuna di arrivarci, te la porti dentro come un’acqua limpida che non smette mai di riflettere il cielo.
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