Cosimo Coltraro, Salvatore Fratta di Vanina Guarrasi: “Il personaggio di Fratta è bello tosto” |
Chi ha seguito Icaro Journal in queste settimane sa benissimo che il nostro magazine ha avuto un vero e proprio restyling, ma adesso siamo pronti per condividere con voi un’intervista unica sotto molteplici punti di vista: quella con Cosimo Coltraro.
I lavori in corso sul magazine hanno rallentato la nostra attività, soprattutto per quanto riguarda le interviste, ma volevamo dare a ogni artista lo spazio che meritava… come nel caso di Cosimo Coltraro. In realtà, lo abbiamo incontrato nel mese di luglio durante la manifestazione cinematografica Festival Internazionale del Cinema dei Corti, diretta da Cirino Cristaldi.
L’artista, che da sempre ama definirsi “un pezzo di Catania“, ha iniziato la sua carriera anche sul palcoscenico del Teatro Stabile della città e ha avuto modo di mettersi in gioco in numerosi progetti lavorativi che gli hanno permesso di diventare uno degli artisti più apprezzati dello scenario nazionale e non solo.
Coltraro ha avuto modo di incrociare, durante il suo percorso artistico, anche nomi del calibro di Lello Arena. Particolarmente importante è stato anche l’incontro con Andrea Camilleri, insieme alla partecipazione alla serie TV Il commissario Montalbano, con il commissario interpretato eccellentemente da Luca Zingaretti. Per chi se lo stesse chiedendo, sappiate che stiamo facendo riferimento al personaggio di Raccuglia, apparso diverse volte nel corso della serie televisiva.

Cosimo Coltraro intervista – IcaroJournal
Recentemente, poi, abbiamo avuto modo di vederlo nelle vesti di un personaggio molto importante in una serie TV che ha esordito di recente: stiamo parlando di Vanina – Un vicequestore a Catania, tratta dai romanzi scritti da Cristina Cassar Scalia, che hanno riscosso un successo incredibile.
Cosimo Coltraro era nei panni di Salvatore Fratta, responsabile dell’omicidio del padre della protagonista interpretata da Giusy Buscemi e affiancata da Giorgio Marchesi, personaggio che lui ha descritto così:
«Vanina, Vanina Guarrasi è stata… Allora, ti dico sinceramente, con molta sincerità, io non conoscevo il prodotto. Non lo conoscevo perché… oh, tutto lo si può dire, però non lo conoscevo. Facciamo che non lo conoscevo, ma mi sono reso conto di ciò che dovevo fare quando, quasi sei mesi prima, mi preparano per la prova costume. Arrivo e tutti dicevano: “Guardate che c’è Fratta, c’è Fratta, c’è Fratta, c’è Fratta”. Sarà importante questo. E mi vado a leggere e mi rendo conto che era una storia parallela che partiva dalla prima serie.
E lì mi sono divertito a fare l’altra parte di me, che veramente è la parte più cattiva, più recondita. Cioè, veramente ho studiato non per essere cattivo, ma per far passare cattiveria. Sono, ti ripeto, tecniche, come diceva la buona Lucia, ho studiato, ho studiato.
Poi il personaggio di Fratta è bello tosto. Molto, molto bello tosto. Assolutamente sì, assolutamente sì, perché, ti ripeto, quando sono stato in scena, comunque sentivo che chiunque facesse il poliziotto, soprattutto la squadra, mi guardava comunque in una maniera particolare. Anche allo stop.
LEGGI ANCHE -> Nicholas Hoult entra nel mondo di Harry Potter: sarà Gilderoy Lockhart nella seconda stagione
LEGGI ANCHE -> Roberta Hilde Lo Re a “Il Caffè Letterario”: Le memorie dell’anima | VIDEO INTERVISTA
Cioè, quando si fermavano le macchine, comunque sentivo i loro sguardi addosso. Mi hanno volutamente isolato, io volutamente mi sono fatto isolare, perché attorno a me c’era cattiveria. Era meraviglioso. Ho guardato un momento, e poi mi sono trovato bene con lei. Ci siamo scambiati un po’ di confidenze oltre il cinema, oltre il nostro mestiere. È stato un buon cast».
LEGGI ANCHE -> Jazz e identità siciliana si incontrano a Catania con l’Amato Jazz Trio
LEGGI ANCHE -> Premio Musco 2.0, il teatro conquista Milo: applausi e riconoscimenti per il ventennale della rassegna

