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Franco Battiato rivive a Milo, “La Cura” come non l’abbiamo mai ascoltata

Last Updated: 18.08.2026By

Ci sono artisti che non si possono raccontare soltanto attraverso le canzoni che hanno lasciato. Nel caso di Franco Battiato, fermarsi ai suoi brani più conosciuti significherebbe lasciare fuori una parte importante di quel mondo fatto di ricerca, musica classica, sperimentazione e continue contaminazioni che ha accompagnato tutta la sua carriera.

Ed è proprio da questa parte meno immediata del suo universo musicale che prende forma “La Cura dell’Anima – I Classici della Musica amati da Franco Battiato”, il concerto in programma lunedì 24 agosto, alle ore 21, all’Arena Teatro “Lucio Dalla” di Milo.

Sul palco Gianfranco Pappalardo Fiumara e Giulio Potenza, protagonisti di un concerto per pianoforte a quattro mani costruito attorno alla musica di Battiato, ma anche a quella che lui stesso ha amato e studiato.

Franco Battiato raccontato attraverso la musica che amava

Mozart, Schubert, Beethoven e Czerny entrano così in un programma che prova a raccontare Battiato da una prospettiva diversa, seguendo proprio quelle influenze che hanno contribuito a formare il suo modo di vivere e interpretare la musica.

Non mancheranno, ovviamente, le sue composizioni. Tra i brani scelti ci sono “Centro di gravità permanente” e “La Cura”, ma sarà proprio quest’ultima a riservare una delle particolarità della serata: il pubblico potrà ascoltarla in una versione inedita, realizzata per pianoforte a quattro mani e proposta in prima assoluta.

Un modo nuovo di avvicinarsi a una canzone che, nel tempo, è diventata una delle più riconoscibili della produzione di Battiato, senza cercare semplicemente di riproporla così come siamo abituati ad ascoltarla.

«Il programma nasce dal desiderio di raccontare Battiato non soltanto attraverso le sue composizioni, ma anche attraverso le musiche che lui stesso ha amato, studiato e frequentato – spiega Gianfranco Pappalardo Fiumara –. Insieme a Giulio Potenza eseguiremo in duo pianistico alcuni grandi capolavori della musica classica particolarmente vicini al suo universo creativo, accanto a brani dello stesso Battiato e a una prima assoluta per pianoforte a quattro mani».

Non soltanto un omaggio a Franco Battiato

Il punto, però, è proprio quello di non trasformare l’appuntamento di Milo nell’ennesima celebrazione costruita soltanto attorno al ricordo dell’artista. Battiato è stato molto più difficile da racchiudere dentro una definizione: popolare e intellettuale, spirituale ma anche provocatorio, legato alla cultura più alta e contemporaneamente capace di dialogare con quella di massa.

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Contraddizioni che non vengono nascoste, ma diventano parte dello stesso racconto musicale.

«Parlare di Battiato significa però evitare ogni forma di celebrazione agiografica – continua Pappalardo Fiumara –. La sua grandezza sta anche nelle sue contraddizioni: è stato contemporaneamente popolare e intellettuale, mistico e provocatorio, rigorosamente colto e profondamente attratto dalla cultura di massa».

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