La fine delle edicole a Catania, la tragedia culturale che diventa degrado urbano
Camminare la sera per le strade di Catania e imbattersi in un’edicola recintata da transenne da cantiere e teli di plastica è un’immagine che racchiude in sé un’amara sintesi dei nostri tempi.
Un tempo presidio di cultura, quartiere e socialità, il chiosco con l’insegna del quotidiano locale “La Sicilia” appare oggi come un relitto transennato, sospeso in un limbo urbano tra l’abbandono e l’incertezza.
A Catania, come in gran parte d’Italia, le edicole stanno chiudendo una dopo l’altra. La crisi della carta stampata e l’avanzata dell’informazione digitale hanno progressivamente svuotato questi storici punti di riferimento di quartiere. Ma se la scomparsa dell’editoria tradizionale rappresenta già di per sé una silenziosa tragedia culturale, ciò che accade subito dopo sfiora il paradosso.
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Come notano amaro molti cittadini e addetti ai lavori, quando un’edicola abbassa definitivamente la saracinesca non si assiste a una riqualificazione, né a una restituzione decorosa dello spazio pubblico alla città. Al contrario: la metamorfosi si trasforma in “non si sa cosa”. Un perimetro di grate metalliche, teli scuri strappati dal vento e ferraglia a vista che stazionano sui marciapiedi per mesi o anni.
Qualche “collega” o operatore economico tenta di reinventarsi o intervenire, ma spesso la transizione sfocia in soluzioni estemporanee, se non nel degrado incontrollato o in snaturamenti funzionali. Da luoghi di diffusione del pensiero, della notizia e del confronto quotidiano, i chioschi diventano così vistosi ostacoli al passeggio, monumenti all’incuria o strutture in attesa di un destino indistinto.
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La scomparsa delle edicole non è solo una perdita economica per il settore della stampa. È l’ennesimo pezzo di tessuto sociale di Catania che si sfilaccia, lasciando dietro di sé cantieri e degrado visivo. E mentre i giornali svaniscono dalle strade, resta da chiedersi qual è la visione della città per questi spazi che hanno fatto la storia dei nostri quartieri? Per ora, l’unica risposta sembra essere una recinzione di plastica nera sotto le luci dei lampioni.
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