Zahi Hawass presenta “L’uomo con il cappello”: i misteri dell’Egitto arrivano a Catania
Basta pronunciare la parola piramidi per fare spazio a una lunga serie di domande alle quali sembra poter rispondere solo Zahi Hawass. Arrivato a Palazzo della Cultura di Catania per presentare il libro L’uomo con il cappello, l’incontro si è trasformato in una vera lezione sulla storia delle piramidi, dei faraoni e non solo.
«Sulla costruzione delle piramidi ci sono molte teorie. C’è chi dice che le abbiano costruite gli alieni, ma chi dice queste cose non ha alcuna concretezza scientifica».
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A supportare la sua posizione sono proprio i ritrovamenti effettuati durante gli scavi:
«Io ho trovato il cimitero dei costruttori: nella parte nord i tecnici e nella parte sud gli operai».
Insieme alle sepolture sono emerse anche testimonianze della loro vita quotidiana, dalle abitazioni ai forni utilizzati per il pane e per essiccare il pesce. Un racconto, quindi, che non parla solo dell’aspetto storico dietro le scoperte di Hawass, ma di umanità… una storia fatta di uomini e non solo di grandi opere. Per meglio dire, persone che avevano un loro quotidiano, lavori, incarichi e qualcuno ad attenderli a casa, probabilmente.
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Importantissima per lui nel corso degli ultimi anni è stata anche la condivisione delle scoperte con la star del web MrBeast, così da avvicinare ancora più persone alla storia delle piramidi, mostrando come il settore dell’archeologia e le operazioni di scavo abbiano come obiettivo la riscoperta di storie che devono essere raccontate:
«L’ho portato con me per far capire che gli antichi costruttori erano umani come noi».
Ma lui non è stato l’unico a raggiungere Hawass durante gli scavi o comunque a condividere con lui uno scambio culturale di vario tipo. Un esempio lampante sono le foto che lo stesso archeologo ha mostrato durante la conferenza stampa, che lo ritraggono al fianco di Obama, Beyoncé e altre star di Hollywood. Poi, l’omaggio e il grande saluto a Roberto Giacobbo, noto conduttore televisivo che negli anni l’ha accompagnato durante i suoi viaggi in Egitto, documentando tutto per poi raccontarlo nei suoi programmi. Hawass ha rivelato, inoltre, che i due torneranno a condividere nuovi scavi e informazioni che verranno poi raccontate al pubblico italiano.
“La camera di Cheope è ancora da trovare”
Se da un lato Hawass mette un punto sulle teorie legate agli alieni, dall’altro lascia aperta una porta decisamente più affascinante: la Grande Piramide potrebbe custodire ancora qualcosa.
Le nuove tecnologie hanno permesso al suo team di proseguire le ricerche senza perforare la roccia. Ed è così che sopra la Grande Galleria è stato individuato un vuoto lungo circa 30 metri, mentre dietro l’ingresso principale è stato scoperto un corridoio lungo circa otto metri e largo due.
«Io sono convinto che la camera di Cheope sia ancora da trovare all’interno della piramide», ha dichiarato.
Per conoscere cosa si nasconde realmente dietro questi spazi bisognerà aspettare ancora qualche mese:
«A gennaio del 2027 rivelerò dei nuovi studi su questo corridoio per capire perché c’è e dove conduce».
Tutankhamon, Nefertiti e quella scoperta decisamente insolita
Inevitabile, poi, parlare di Tutankhamon. Ed è proprio qui che Hawass ha regalato uno dei momenti più ironici della conferenza, ricordando quando si accorse che alla mummia sembrava mancare il pene.
«Quando ho guardato bene tra le gambe della mummia, nella sabbia, ho scoperto il pene di Tutankhamon che era rotolato tra le gambe». Un episodio che ancora oggi racconta con ironia: «Quando qualcuno mi chiede quale sia stata la scoperta più importante, io dico il pene di Tutankhamon».

Hawass a Palazzo della Cultura a Catania – IcaroJournal
Ma le ricerche continuano anche su Nefertiti. Una delle mummie della KV21 potrebbe appartenere proprio alla regina e Hawass conta di completare gli studi nei prossimi mesi. Insomma, molti misteri dell’antico Egitto rimangono ancora aperti, ma per almeno uno di questi l’appuntamento è già fissato: gennaio 2027.
Come è morto Tutankhamon? Il mistero continua con Cleopatra
Dietro l’episodio raccontato con ironia, però, rimane una delle domande che per anni ha alimentato il mistero intorno a Tutankhamon: come è morto realmente il giovane faraone? Secondo quanto raccontato da Hawass, gli studi effettuati sulla mummia hanno permesso di mettere in discussione l’ipotesi dell’assassinio. Il foro presente dietro la nuca, infatti, sarebbe legato alle pratiche utilizzate durante la XVIII dinastia per introdurre il liquido necessario alla mummificazione.
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Le indagini hanno invece evidenziato una frattura alla gamba sinistra, all’altezza del ginocchio, provocata da un incidente. A questa si aggiungono i problemi ai piedi che avrebbero reso difficile la deambulazione del faraone. Non a caso, come ricordato dallo stesso Hawass, nella tomba sono stati trovati circa 130 bastoni utilizzati per camminare.

Hawass a Palazzo della Cultura a Catania – IcaroJournal
Ma quello di Tutankhamon non è l’unico mistero che continua ad alimentare le ricerche. L’attenzione si sposta, infatti, a Taposiris Magna, dove si cerca ancora la tomba di Cleopatra e Marco Antonio. A guidare oggi la missione è l’archeologa dominicana Kathleen Martinez, impegnata nelle ricerche condotte nel sito.
Gli scavi hanno permesso di trovare tunnel sotterranei, mummie, alcune delle quali ricoperte d’oro, monete con il nome e l’effigie di Cleopatra e una statua femminile senza testa. Tra i reperti anche una testa che ha attirato particolarmente l’attenzione di Hawass e una maschera sulla quale continuano gli interrogativi.
La tomba di Cleopatra, però, non è stata ancora trovata. Ed è proprio qui che il racconto rimane inevitabilmente sospeso: perché nell’antico Egitto ogni risposta sembra portare con sé un nuovo mistero da risolvere.
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