Cammino di San Giacomo, 130 chilometri alla scoperta della Sicilia più nascosta
Centotrenta chilometri possono raccontare una Sicilia molto diversa da quella che siamo abituati a vedere nelle cartoline. Basta partire da Caltagirone e arrivare fino a Capizzi, attraversando vecchie ferrovie, trazzere, boschi, campi coltivati e piccoli borghi dove il turismo di massa difficilmente arriva.
È questa la Sicilia attraversata dal Cammino di San Giacomo, itinerario nato concretamente nel 2021 da un’idea di Totò Trumino e percorso in cinque anni da oltre 5mila viaggiatori. Adesso per il Cammino si apre una nuova fase, con un progetto della Regione Siciliana che punta a mettere insieme pellegrinaggio, agricoltura e turismo lento.
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Il piano di valorizzazione sarà presentato mercoledì 9 settembre, alle ore 11, nel Palazzo comunale di Caltagirone.
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Il Cammino di San Giacomo attraversa dieci comuni
Dalla Basilica di San Giacomo di Caltagirone si raggiunge il Santuario di San Giacomo a Capizzi passando per San Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari, Piazza Armerina, Aidone, Valguarnera Caropepe, Assoro, Nissoria e Nicosia.
Il pellegrino, però, lungo questi 130 chilometri non incontrerà soltanto luoghi legati alla fede. L’obiettivo del progetto promosso dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea è quello di coinvolgere anche allevatori, agricoltori, produttori e artigiani.
«Il nostro obiettivo è fare in modo che chi percorre questi territori non li attraversi soltanto, ma li conosca»,
Con queste dichiarazioni il vicepresidente della Regione e assessore Luca Sammartino, è intervenuto indicando proprio nell’agricoltura, nella cultura e nel turismo lento gli elementi di una stessa strategia di sviluppo.
Nuova segnaletica lungo i 130 chilometri
Uno degli interventi riguarderà la segnaletica dell’intero itinerario. Il progetto prevede 317 “frecce di conforto”, 403 frecce di tappa con indicazioni chilometriche ogni 500 metri, 115 cartelli agli incroci principali e 26 pietre miliari.
I cartelli informativi avranno anche un QR Code attraverso il quale ottenere informazioni sul territorio, sui servizi e sull’ospitalità.
Il Cammino attraversa così una Sicilia che cambia continuamente volto: dai paesaggi cerealicoli dell’Ennese ai fichidindia, dagli uliveti ai frutteti della Piana di Dittaino, fino agli allevamenti, ai pascoli e ai prodotti caseari dell’area dei Nebrodi.
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Ed è proprio qui che si gioca la nuova fase del progetto: fare in modo che quei 130 chilometri non servano soltanto per arrivare da Caltagirone a Capizzi, ma anche per fermarsi a conoscere ciò che normalmente rimane fuori dai percorsi turistici più battuti dell’Isola.
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