Richiamo alimentare per rischio salmonella: salame lucano nel mirino
Nuovo richiamo alimentare, in questo caso specifico per un salame tipico lucano per il quale è stato segnalato un rischio di contaminazione da salmonella.
Durante tutto l’anno, il Ministero della Salute svolge attività di controllo per proteggere la salute dei cittadini, anche attraverso verifiche sugli alimenti venduti nei supermercati e non solo.
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Infatti, per chi ancora non lo sapesse, sul portale online del Ministero della Salute vengono pubblicate quotidianamente notizie di interesse nazionale, come quelle relative a eventuali richiami di prodotti di marchi noti e non solo, disposti in seguito a controlli lungo la filiera o nei punti vendita.
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Nuovo richiamo alimentare: salame nel mirino
Secondo quanto riportato dal portale Microbiologiaitalia.it, nelle ultime ore è stato diffuso un nuovo avviso relativo a un salume per il quale è stato segnalato un possibile rischio di contaminazione da salmonella.
Il richiamo riguarda un prodotto secco e stagionato, che non è comunque esente dal rischio di contaminazione batterica. Un’eventuale infezione può provocare sintomi come diarrea, crampi addominali, febbre, nausea e vomito. Questi disturbi possono manifestarsi entro 72 ore dal consumo dell’alimento, ma anche nei sette giorni successivi.
Richiamo del salame per salmonella
Il prodotto interessato dal richiamo è il Pezzente della Montagna Materana, a marchio Salumi Tipici Lucani, commercializzato da Sapori Mediterranei. Il lotto indicato è il 63/26, con termine minimo di conservazione fissato al 28 marzo 2027. La confezione ha un peso di circa 300 grammi.
Come indicato, il richiamo è stato disposto per la presenza di Salmonella spp. Per questo motivo, ai consumatori viene raccomandato di non consumare il prodotto corrispondente alle indicazioni riportate nell’avviso e di restituirlo al punto vendita in cui è stato acquistato, seguendo le indicazioni fornite.
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Se, invece, il prodotto è già stato consumato, è importante prestare attenzione all’eventuale comparsa di sintomi nei giorni successivi e, in caso di disturbi, rivolgersi al medico, fornendo tutte le informazioni utili sul consumo dell’alimento.
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