L’aria cambia prima ancora che tu veda le montagne. Diventa più leggera, più fresca, e ha un profumo di resina e di terra bagnata che non senti in pianura. Poi il tunnel si apre, e loro sono lì. Le montagne non sono un paesaggio, sono una presenza. Ti guardano dall’alto, silenziose, e tu senti il loro peso addosso, ma non è un peso che schiaccia. È un peso che ti tiene fermo, che ti costringe a rallentare, a guardare.
La Valle d’Aosta è fatta di contrasti: da un lato le vette di ghiaccio che si perdono nel cielo, dall’altro i borghi di pietra che sembrano usciti da un’altra epoca, con le loro chiese romaniche e i castelli che vegliano sulle valli.
Il primo giorno, il richiamo della montagna è più forte di ogni stanchezza. Sali verso la vetta, e la funivia è una capsula di vetro che si alza lentamente, fuori dal mondo. Più sali, più l’aria si fa sottile, e il paesaggio cambia: i boschi di larici lasciano il posto alle rocce nude e al ghiaccio. Il silenzio qui è una presenza viva, una coltre che avvolge tutto, e il ghiacciaio che si estende davanti a te è un mare di cristallo che brilla sotto il sole. I crepacci, le creste, le punte di roccia che emergono dal bianco, sembrano scolpiti da una mano invisibile. Ogni spaccatura è un solco scavato dal tempo.

Scendi dalla vetta con il gelo ancora addosso, e senti che il resto della settimana sarà un’altra cosa.
Il pomeriggio in cui il bosco ti prende per mano
L’odore dei boschi ti accompagna mentre ti addentri nel parco. È un profumo fatto di terra, di muschio e di aghi di pino, il ricordo di una passeggiata dimenticata. E mentre cammini, il silenzio è rotto solo dal fischio delle marmotte e dal fruscio del vento tra gli abeti. La natura qui è selvaggia, e ogni passo è un’immersione in un mondo che sembra intatto.

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La sera in cui il castello si accende di storie
Verso sera, i castelli si svegliano. Fénis, con le sue mura merlate, è una fiaba di pietra. Le doppie mura, le torri, gli affreschi nei cortili interni, raccontano storie di signori e cavalieri. Cammini nel cortile, e il sole che tramonta accende le mura di un colore dorato, quasi irreale. Accanto a te, qualcuno parla a bassa voce di antichi fasti. Le storie si intrecciano con l’aria della sera, e per un attimo la valle sembra sospesa nel tempo.

In una baita di legno, l’odore del formaggio fuso ti avvolge. Il fuoco scoppietta, e il vino bianco delle valli scorre fresco. Ogni boccone è una carezza.
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