La Sicilia torna a essere palcoscenico naturale della grande musica, ma questa volta lo fa con una stagione che ha il passo delle imprese importanti. Dopo il record storico di oltre 70.000 presenze, il Festival Lirico dei Teatri di Pietra 2026 si prepara alla sua ottava edizione con un cartellone monumentale, oltre quaranta eventi fino a settembre e un claim che racconta già la direzione scelta: “Accarezzare Eternità”.
A guidare questa nuova pagina sono ancora una volta la visione e la determinazione del Coro Lirico Siciliano, con Francesco Costa e Alberto Munafò, capaci di trasformare i teatri antichi, i siti archeologici e i luoghi più identitari dell’Isola in spazi vivi, dove la musica non viene soltanto eseguita, ma diventa racconto, memoria e presenza.
Il sipario si alzerà domenica 12 luglio, alle 17.30, nel Teatro Greco di Monte Jato con “Lu scrusciu di l’anima: una culla tra le pietre”, evento inaugurale dedicato al ricordo del piccolo Giuseppe Di Matteo, a trent’anni dal suo sacrificio. Non un semplice concerto, ma un momento civile e artistico insieme, costruito per trasformare il dolore in coscienza collettiva. In scena, un programma interamente dedicato ad autori siciliani, da Giuseppe Mulè a Franco Battiato, con Bellamorea, Rita Botto, I Beddi, Maria Francesca Mazzara, Etta Scollo e Mario Venuti, affiancati dal Coro Lirico Siciliano e dall’Orchestra residente diretta dal Maestro Francesco Costa. A condurre sarà Elvira Terranova.
Da Verdi a Mozart, la grande musica attraversa le pietre
Il cuore operistico della stagione batterà con il Nabucco di Giuseppe Verdi, in una nuova produzione firmata dal regista Salvo Dolce. Il debutto è previsto il 18 luglio al Teatro Greco di Siracusa, per poi approdare il 4 agosto al Teatro Greco di Tindari e il 7 agosto al Teatro Antico di Taormina, con un cast internazionale guidato dallo storico debutto di Elena Mosuc accanto a Badral Chuluumbaatar.
Spazio anche alla prima esecuzione assoluta in Sicilia del Requiem di Mozart: L’Opera del Fuoco, una messinscena che unirà architettura musicale, corpo di ballo e fiamme vive in scena. L’opera arriverà alla Corte di Palazzo Platamone a Catania il 24 luglio, al Teatro Andromeda di Santo Stefano Quisquina il 27 luglio, al Tempio di Hera a Selinunte il 21 agosto e al Teatro dell’Efebo di Agrigento il 23 agosto.
Il festival guarderà anche al grande cinema con l’omaggio a Ennio Morricone, il 19 agosto a Taormina, nel segno dei sessant’anni de Il Buono, il Brutto, il Cattivo e dei quarant’anni di The Mission. A questo si aggiungerà il tour sinfonico “Zimmer Tribute: Suoni da Oscar”, in programma a Siracusa, Palermo, Tindari e Taormina, mentre il 20 agosto il Teatro Antico ospiterà “Elements of Light”, dedicato a Ludovico Einaudi.
Battiato, Rita Botto e una Sicilia che si racconta
Tra gli appuntamenti più attesi anche il recital “L’Alba dentro l’Eterno”, dedicato agli ottant’anni dalla nascita di Franco Battiato, con tappe a Morgantina, Palazzolo Acreide, Maletto, Argimusco, Agrigento, Mazara del Vallo e Selinunte. Una geografia musicale che attraversa l’Isola e restituisce alla voce di Battiato la sua dimensione più spirituale, sospesa tra terra, visione e infinito.
Il legame con la Sicilia più profonda passerà anche dalla voce di Rita Botto con “Stranizza d’Amuri”, in programma ad Adrano, Leonforte, Priolo Gargallo e Catania, e dal progetto “La Voce del Silenzio / Echi di Mito” con Lorenzo Licitra a Canicattini Bagni.

A completare il mosaico saranno gala lirici, tributi, concerti e produzioni speciali: da “Sulle Ali del Belcanto” a Gela a “Sinfonie al Tramonto” ad Avola, fino al Dalla Tribute con Pierdavide Carone a Nicolosi, “La Terra Trema” a Palagonia e la chiusura con Cavalleria Rusticana al Teatro Greco Romano di Catania il 18 settembre.
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Il Festival Lirico dei Teatri di Pietra, inserito nel calendario delle manifestazioni di grande richiamo turistico della Regione Siciliana, conferma anche una scelta etica importantissima: tutti gli eventi principali saranno accessibili alle persone sorde grazie alla traduzione simultanea e integrale in LIS, progetto realizzato con l’Ente Nazionale Sordi e con il supporto dell’Università di Parma.
Una stagione che non si limita a mettere insieme nomi e luoghi, ma costruisce un percorso. La Sicilia diventa così teatro, memoria, rito e futuro. Un’Isola che non si accontenta di custodire la bellezza, ma la porta in scena, la rende accessibile e la trasforma in esperienza viva.
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