Interpretare l’Antico Eneide - IcaroJournal

“Interpretare l’Antico” torna a Naxos: Alessio Boni porta l’Eneide all’alba sul mare

Last Updated: 16.08.2026By

Il mito torna a parlare al presente, ma senza essere semplicemente riportato in scena. Al Teatro della Nike di Giardini Naxos, dal 20 agosto al 24 settembre, “Interpretare l’Antico” arriva alla sua sesta edizione con un programma che mette insieme teatro, letteratura, musica e cinema, lasciando che siano proprio i grandi interrogativi del passato a trovare una nuova lettura.

La rassegna, organizzata dalla Rete Latitudini con la direzione artistica di Gigi Spedale e la partecipazione del Parco archeologico di Naxos Taormina, porterà in scena quattro spettacoli, ai quali si aggiungeranno gli eventi speciali realizzati insieme a NaxosLegge. Una collaborazione che quest’anno trova un punto d’incontro ancora più evidente nel tema scelto per la XVI edizione del Festival diretto da Fulvia Toscano, “Mythos. La sfida del pensiero mitico”.

Un programma che parte dalla guerra, attraversa il potere e la subordinazione, scende negli Inferi e arriva fin dentro il cavallo di Troia. Cambiano le storie, gli autori e persino le epoche, ma rimane la necessità di interrogare il mito per capire quanto di quelle domande appartenga ancora al nostro tempo.

“Interpretare l’Antico” torna al Teatro della Nike

Ad aprire la rassegna, giovedì 20 agosto alle 21, sarà “Dormono sulla collina” di Barbara Gizzi, con Massimo Cimaglia e Marco Maggio e la regia dello stesso Cimaglia. Una sorta di Spoon River delle guerre nella quale gli eroi antichi incontrano un soldato e un generale appartenenti a fazioni opposte. Al centro rimangono la guerra e soprattutto i suoi morti, mettendo in comunicazione il mondo classico con interrogativi che, a distanza di secoli, continuano a essere terribilmente attuali.

Il 27 agosto, sempre alle 21, il mito cambia completamente scenario con “La congiura dei Nessuno”, scritto e diretto da Sergio Beercock, in scena insieme a Giovanni Alfieri. Il punto di partenza è l’accecamento di Polifemo e il Ciclope di Euripide, ma questa volta ci si ritrova in una fabbrica di un futuro distopico. Il Ciclope diventa il sistema capitalista e il Profitto, mentre Sileno è un operaio che sceglie per sé il nome Nessuno. Potere, identità, subordinazione e resistenza entrano così dentro una storia antichissima cambiandone completamente coordinate e linguaggio.

A spiegare il percorso costruito per questa sesta edizione è Gigi Spedale, che sottolinea anche il ritorno delle “Albe al Parco”:

«Alla consueta presenza degli artisti della Rete Latitudini si affianca la collaborazione del Taras Teatro Festival di Massimo Cimaglia e si moltiplicano le incursioni in diversi campi del multidisciplinare. Prosa, Letteratura, Musica e Cinema si integrano armonicamente, nella riscoperta di miti classici e più recenti, in un luogo affascinante e incantato».

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Alessio Boni all’alba con la discesa agli Inferi di Enea

Uno dei momenti centrali della rassegna arriverà quando il Teatro della Nike avrà davanti a sé il mare e il giorno sarà appena cominciato. Il 12 settembre alle 6 del mattino Alessio Boni sarà protagonista di “Katabasis”, tratto dal libro VI dell’Eneide di Virgilio, accompagnato dalle musiche dal vivo di Franca Bongiovanni.

Boni porterà il pubblico nella discesa agli Inferi di Enea, dall’ingresso nella grotta della Sibilla all’attraversamento dello Stige con Caronte, passando per gli incontri con Didone e Anchise fino alle Porte del Sonno. Un percorso nel quale la discesa verso le tenebre diventa, inevitabilmente, anche il viaggio necessario per tornare verso la luce.

Proprio l’appuntamento all’alba rappresenta uno dei punti sui quali si sofferma Adriana Pizzino, direttrice del Parco archeologico di Naxos Taormina:

«In questa ricca sesta edizione proseguiamo la fortunata serie delle “albe a teatro” in riva al mare, con Alessio Boni, un mattatore della scena contemporanea, che ci condurrà in un’affascinante e potente discesa agli Inferi».

La parte teatrale della rassegna si concluderà il giorno successivo, 13 settembre alle 21, con “Nel ventre”, tratto dall’omonimo romanzo di Sergio Claudio Perroni, con Stefano Panzeri e la regia di Andrea Paolucci e dello stesso Panzeri. Questa volta non si osserva il cavallo di Troia dall’esterno: la storia porta direttamente al suo interno, nel buio in cui Ulisse, Epeo, Neottolemo e un gruppo di soldati aspettano l’ultima battaglia. Un’attesa che diventa terreno per raccontare il destino, il dubbio, la paura e soprattutto il momento in cui non è più possibile rimandare una scelta.

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Dal mito a Don Chisciotte, gli appuntamenti con NaxosLegge

Il 12 settembre sarà anche la giornata nella quale “Interpretare l’Antico” e NaxosLegge intrecceranno maggiormente i rispettivi programmi attraverso tre eventi speciali a ingresso gratuito.

Si comincerà alle 17.45 con “ARCHETIPI, dall’Epos al Romanzo: Iliade. Poema della forza, poema della debolezza?”, conversazione con Isabella Bignozzi, Corrado d’Elia e Francesco Morosi, moderata da Daniela Sessa. Alle 19 sarà la volta di “CON E CONTRO DON CHISCIOTTE”, con Giuseppe Conte, Charles Chemin, Marco Giorgetti e Paolo Di Caro, in dialogo con Fulvia Toscano. Alle 20.30, invece, verrà proiettato “DON CHISCIOTTE” di Fabio Segatori con Alessio Boni. All’incontro prenderanno parte lo stesso regista e Boni, con la moderazione di Gigi Spedale.

«La scelta del tema Mythos. La sfida del pensiero mitico favorisce ancor più la coerenza tematica di un percorso che avvicina la sensibilità contemporanea alla lezione dei classici», spiega Fulvia Toscano. Un confronto con il passato che, secondo la direttrice artistica di NaxosLegge, deve mantenere quella distanza necessaria per ascoltarlo senza trasformarlo in qualcosa che non è.

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Alla rassegna parteciperà anche il DAMS dell’Università di Messina, coinvolgendo docenti e studenti, mentre il percorso legato a “Interpretare l’Antico” avrà un’ultima tappa il 24 settembre alle 17.30 al Museo regionale Maria Accascina di Messina. Qui si terrà la quinta edizione del Premio “L’Ombra di Dioniso”, che quest’anno sarà assegnato a Mimmo Borrelli.

Dal Teatro della Nike a Messina, dunque, il filo rimane lo stesso: non limitarsi a riportare in superficie storie che conosciamo da secoli, ma capire cosa abbiano ancora da dirci quando a guardarle siamo noi, con le domande del presente.

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