“Café allongé”, Antonella Sgroi debutta con un romanzo scritto nel cuore di Parigi
Scrivere di Parigi mentre si è seduti in un bistrot del Quartiere Latino, per poi spostare la protagonista esattamente lì, nello stesso luogo, quasi affidandole le sensazioni provate in quel momento. Antonella Sgroi ha costruito anche così Café allongé, il romanzo che segna il suo esordio letterario, pubblicato da Algra.
Una storia che prende forma principalmente nella capitale francese, ma con alcune incursioni in Sicilia, e che segue Anna Silvani, medico omeopata alla Salpêtrière da otto anni.
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La sua è una vita ordinata, rigorosa, all’interno della quale trova comunque il tempo per scoprire Parigi, fino a quando il passato torna improvvisamente a bussare alla sua porta.
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A farlo è Sergio Palmieri, un uomo conosciuto anni prima per motivi professionali e diventato ormai un ricordo lontano. Il loro incontro cambia inevitabilmente gli equilibri e tra i due nasce una passione intensa, ma discontinua, fatta soprattutto di attese.
Anna, Sergio e un amore che non si concede mai del tutto
Una telefonata, un messaggio, la possibilità di un nuovo incontro. In Café allongé il tempo assume un significato diverso e diventa parte integrante del rapporto tra Anna e Sergio, proprio perché il loro è un sentimento che sembra non riuscire mai a trovare una dimensione definitiva.
Non c’è, quindi, la rappresentazione di un amore capace di risolvere ogni cosa. Al contrario, il rapporto porta con sé fragilità, desideri, contraddizioni e quella presa di coscienza forse ancora più difficile da accettare: volere qualcosa non significa necessariamente riuscire a cambiare il corso degli eventi.
Ed è proprio dentro questo percorso che Parigi smette di essere semplicemente la città nella quale è ambientato il romanzo. Rue Mouffetard, l’Île Saint-Louis, il Quartiere Latino e il Musée de l’Orangerie accompagnano Anna e diventano parte della sua esperienza emotiva.
Lo stesso accade con i riferimenti a Hemingway, Joyce, Descartes, Baudelaire e Camille Claudel, attraverso i quali la protagonista osserva ciò che le accade e, inevitabilmente, anche sé stessa.
Antonella Sgroi: «Parigi mi ha travolta con un potente flusso di urgenza creativa»
Il legame tra la città e Café allongé, però, comincia ancora prima della storia di Anna. Antonella Sgroi ha infatti scritto alcuni episodi proprio nei luoghi nei quali ha deciso di ambientarli.

Café allongé presentazione libri – IcaroJournal
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«Seduta nei bistrot parigini del Quartiere Latino, dell’Île Saint-Louis, della Rue Saint-Lazare o al self-service della Galeries Lafayette, ho scritto alcuni episodi del libro ambientandoli proprio lì dove, di volta in volta, mi trovavo», racconta l’autrice.
Una scrittura proseguita persino durante il viaggio di ritorno, quando Sgroi ha messo nero su bianco un nuovo episodio collocando Anna proprio su un aereo. Realtà e romanzo, dunque, hanno viaggiato per qualche tempo sullo stesso binario, permettendo all’autrice di trasferire nella storia atmosfere e sensazioni vissute in prima persona.
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