Corrado Cagli torna a Taormina: a Palazzo Corvaja la mostra “Nostoi”
Frequentava intellettuali come Giuseppe Ungaretti e Danilo Dolci, ma allo stesso tempo non era affatto insolito vederlo insieme ai giovani calciatori. Corrado Cagli aveva persino fondato e sostenuto economicamente la Robur di Letojanni e disegnato la maglia del Palermo.
Dettagli apparentemente lontani dall’immagine di uno dei protagonisti dell’arte italiana del Novecento, ma che raccontano molto del rapporto che l’artista aveva costruito con la Sicilia e, soprattutto, con Taormina.
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Dal 10 settembre al 18 ottobre Palazzo Corvaja ospiterà Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina, mostra curata da Raffaele Bedarida, con la direzione artistica di Franco Baldasso, che ripercorrerà la vita e l’opera dell’artista seguendo tre città fondamentali della sua storia.
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Roma, New York e Taormina non saranno soltanto tre punti sulla mappa, ma tre luoghi attraverso i quali raccontare altrettante fasi di un’esistenza segnata dal fascismo, dall’esilio, dalla guerra e, infine, dal ritorno in Italia.
Corrado Cagli torna a Taormina con “Nostoi”
Il titolo scelto per la mostra non è affatto casuale. Nostoi rimanda al ritorno in patria di Ulisse, ma nel caso di Cagli il ritorno assume un significato molto più complesso. Tornare non significa semplicemente ritrovare ciò che si è lasciato, perché nel frattempo a cambiare è anche chi ritorna.
Un tema che inevitabilmente si intreccia con la vita dell’artista. Nato nel 1910, Cagli attraversò la Roma fascista prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Durante la Seconda Guerra mondiale si arruolò nell’esercito statunitense e partecipò alla campagna d’Europa, mentre a New York entrò in contatto con la comunità degli esuli europei e lavorò anche nel nascente balletto moderno come scenografo e costumista.
Il ritorno in Italia arrivò nel 1948, ma senza trasformarsi in una cancellazione di ciò che era accaduto prima. Ed è anche attraverso questa continua ridefinizione della propria identità che la mostra di Taormina proverà a raccontare Cagli.
L’esposizione nasce infatti sulla scia del rinnovato interesse internazionale nei confronti dell’artista e amplia il percorso già presentato nel 2023 al Center for Italian Modern Art di New York, sempre con la curatela di Raffaele Bedarida. Questa volta, però, entra prepotentemente nel racconto anche la Sicilia.
Taormina, il calcio e una rete internazionale di artisti
Negli anni Sessanta Taormina era diventata un crocevia di artisti e intellettuali e Cagli riusciva a muoversi tra mondi apparentemente molto diversi. Frequentava personalità come Ungaretti e Dolci, ma anche campioni come José Altafini e i giovani calciatori del territorio.
Il suo interesse per il calcio, infatti, andava ben oltre quello di un semplice spettatore. Lo considerava anche un rituale collettivo e una forma di espressione del corpo, tanto da sostenere economicamente la Robur di Letojanni e arrivare a disegnare la maglia del Palermo.
Accanto a questo lato meno conosciuto dell’artista, la mostra ricostruirà anche la grande rete internazionale di rapporti che Cagli costruì nel corso della sua vita. Da Charles Olson a Igor Stravinsky, passando per George Balanchine e Danilo Dolci, fino ai legami coltivati tra Roma e Taormina con Saul Steinberg, Eugene Berman, Henri Cartier-Bresson e Victor Brauner.

Mostra Taormina Corrado Nasci – IcaroJournal
Anche Palazzo Corvaja entrerà in qualche modo nel racconto. Il percorso espositivo, curato dall’architetto Pietro Airoldi, metterà infatti le opere in relazione con la storia e l’architettura dell’edificio, passando dal muralismo fino al rapporto con la Sicilia, con una sezione ospitata proprio nelle sale che accolsero il primo Parlamento Siciliano.
Da Casa Cuseni a Piccolo Processo
Un altro tassello importante sarà Casa Cuseni, che nel secondo dopoguerra rappresentò uno dei punti di riferimento della vita culturale taorminese e un luogo d’incontro per artisti, attivisti e sostenitori delle libertà civili.
Qui sarà esposto Piccolo Processo, opera dedicata al magistrato Giuseppe Navarra e legata alle difficoltà incontrate dalla magistratura nella lotta alla mafia dopo la strage di Viale Lazio del 1969. Un lavoro che permette di entrare anche nell’impegno civile che attraversava quell’ambiente culturale, condiviso da figure come Danilo Dolci e Girolamo Li Causi.
Il biglietto della mostra comprenderà anche la visita a Casa Cuseni, creando così un percorso che non rimarrà confinato nelle sale di Palazzo Corvaja.
Ad accompagnare l’esposizione ci sarà inoltre un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore, con contributi di Franco Baldasso, Raffaele Bedarida, John Champagne e Yasmin Riyahi. Il volume entrerà in alcuni degli aspetti meno conosciuti dell’opera di Cagli, dal rapporto con la Sicilia a quello con gli scrittori, passando per le strategie queer e l’iconografia omoerotica, fino all’interesse per il calcio, lo sport e la cultura popolare.
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La mostra, promossa da Babilonia Centro di Lingua e Cultura Italiana insieme a numerose istituzioni italiane e internazionali, sarà anche il primo passo di un programma biennale di iniziative culturali e accompagnerà la presentazione di MID – Mediterranean Innovation District, il nuovo polo con sede a Taormina dedicato a formazione, ricerca, cultura, intelligenza artificiale e creazione d’impresa.
E forse proprio Taormina rappresenta uno dei luoghi migliori per raccontare il nostos di Corrado Cagli. Una città nella quale l’artista non si limitò a soggiornare, ma costruì relazioni con intellettuali, artisti, sportivi e persone del territorio, lasciando tracce che, a cinquant’anni dalla sua morte, diventano parte integrante del racconto della sua arte.
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