Letizia Contadino Dove io ti perdo - IcaroJournal

Letizia Contadino, esce il singolo Dove io ti perdo: videoclip al Convitto Cutelli di Catania

Last Updated: 01.11.2026By

Tradurre il travaglio della fine in una grammatica emotiva orientata alla ricostruzione individuale, affrancando la narrazione del distacco dai cliché del rimpianto per farne materia d’indagine introspettiva. Dal 30 ottobre 2026 è disponibile su tutte le piattaforme digitali “Dove io ti perdo”, il nuovo singolo della cantautrice catanese Letizia Contadino.

Il lavoro segna una tappa di maturazione nel percorso dell’artista etnea, nota al pubblico per l’impronta vocale d’estrazione rock e recente protagonista su Rai 2 all’interno della trasmissione “I Fatti Vostri” con un omaggio al repertorio di Gianna Nannini, delineando una scrittura che intreccia l’impatto sonoro pop rock a un’esigenza di svelamento interiore.

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Il sound, la genesi del brano e la ricerca di autonomia

L’architettura del pezzo si sviluppa lungo un alternarsi di strofe misurate e aperture melodiche nel ritornello, strutturando un contrasto dinamico funzionale al tema centrale: l’affrancamento da una relazione complessa e la riconquista di una serenità personale.

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“Il brano — spiega Letizia Contadino — racconta la maturità emotiva di un distacco consapevole, trasformando la fine di un legame in un’opera d’arte viscerale e poetica. Si tratta di un progetto musicale che si configura come uno studio critico sull’amore, attraversando una fase iniziale di smarrimento per approdare a una catarsi positiva, capace di farsi forza e stimolo per chi affronta momenti di sconforto e cerca di ritrovare la spinta vitale compromessa da un rapporto sbagliato“.

Il videoclip ambientato al Convitto Cutelli e la squadra di produzione

In concomitanza con il lancio del singolo sui canali streaming, è stato distribuito sui circuiti social e digitali il videoclip ufficiale del brano, girato all’interno delle sale storiche del Convitto Cutelli di Catania.

La trasposizione visiva, ideata per restituire il passaggio simbolico dall’ombra alla rigenerazione, si avvale della regia di Faeria, della direzione musicale e degli arrangiamenti curati da Vito Astone, della presenza dei cori di Sonia Costa e dell’apporto coreografico del danzatore Salvatore Laudani.

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La cornice architettonica dell’istituto etneo diviene così l’ambiente narrativo in cui la scrittura della cantautrice trova riscontro nelle linee del movimento e nel respiro dello spazio urbano.