La tenda la pianti dove capita. Non serve prenotare, non serve scegliere il posto migliore. Sulla sponda nord, tra i salici e i pioppi, trovi un prato che scende dolce verso l’acqua.
I picchetti entrano nella terra morbida, e la tela si gonfia al vento leggero. Poi tiri fuori la sedia pieghevole, la pianti sulla riva, e ti ci siedi. L’acqua è immobile, grigio argento, perché il sole non è ancora sorto. I gabbiani dormono sugli ombrelloni chiusi della spiaggia. Uno apre un occhio, poi si riaddormenta. È il tuo primo mattino al Trasimeno, e non hai nessun programma.
Quando il sole finalmente spunta, la sedia è ancora lì, e tu sei ancora seduto. L’acqua cambia colore: diventa azzurra, poi dorata, poi di nuovo azzurra. Versi il caffè dalla borraccia, lo bevi caldo, e intanto i gabbiani si svegliano. Uno si alza in volo, poi un altro, poi tutto il gruppo. Il loro stridio è l’unico rumore, insieme al leggero sciabordio delle onde che si infrangono piano sulla riva. Poi ti alzi, togli le ciabatte, e cammini verso l’acqua.
Il fondale è sabbioso, dolce, e l’acqua è così limpida che vedi le tue dita dei piedi muoversi sotto la superficie. Entri piano, e l’acqua è tiepida, quasi calda. Ti immergi, e la prima bracciata è una carezza. Nuoti lento, e davanti a te non c’è nessuno. Solo l’acqua, il cielo, e qualche papero che nuota lontano.
Il pomeriggio sull’erba e la cena con il pesce del lago
Più tardi, torni sulla sedia. Il sole è alto, e l’erba del prato è asciutta. Stendi un asciugamano, ti sdrai, e leggi un libro. O forse non leggi. Forse guardi le nuvole che passano lente. Un bambino gioca a pallone poco lontano, la madre lo richiama, ma la voce è lontana, ovattata. Il pomeriggio scivola via senza che tu te ne accorga. Verso sera, accendi un fornello da campeggio.

La padella è piccola, e ci fai scaldare un po’ di olio e aglio. Poi ci butti dentro il pesce comprato dal pescatore sul molo. Il pesce è piccolo, fritto, e la pelle diventa croccante. Lo mangi con le mani, seduto sulla sedia pieghevole, mentre il sole cala dietro le colline. L’acqua diventa arancione, poi rosa, poi viola. I gabbiani sono tornati a posarsi sugli ombrelloni. Sembra una cartolina, ma è tutto vero.
Il buio, le stelle e il suono delle onde
Quando è buio, accendi una lampada a batteria. La tenda è una piccola luce nella notte. Ti infili nel sacco a pelo, e lasci l’apertura della tenda socchiusa. Da lì, vedi il lago che brilla sotto la luna. Le onde sono piccole, e il loro rumore è una ninna nanna. Le stelle sono così tante che non riesci a contarcele. Spegni la lampada, chiudi gli occhi. Il lago respira con te.
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Non devi andare da nessuna parte. Non devi prendere traghetti, non devi visitare musei, non devi cercare il ristorante giusto. Basta la tenda, la sedia pieghevole, e la voglia di stare fermi.
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