La Pasqua senza certi piatti non è Pasqua. Lo dice il profumo che comincia a sentirsi già dalla sera prima, quando le nonne impastano e i forni si accendono. Ogni famiglia ha le sue tradizioni, ma ci sono portate che, in un modo o nell’altro, finiscono sempre sulla tavola del pranzo pasquale. Non sono ricette difficili, ma richiedono tempo e amore.
E forse è proprio questo il segreto della festa. Il primo tra questi è l’agnello, al forno con patate e rosmarino o in umido con piselli. La sua carne tenera e saporita è il simbolo della Pasqua cristiana, ma anche il momento clou del pranzo. Chi lo cucina sa che va rispettato: una cottura lenta, un filo d’olio, e quel profumo che si spande per tutta la casa.
Poi ci sono le lasagne o il pasticcio di pasta al forno. Al Nord come al Sud, ogni regione ha la sua variante, ma il principio è lo stesso: strati di pasta, ragù, besciamella e formaggio. Un piatto che si prepara il giorno prima, perché il riposo lo rende più buono.
I sapori del Sud che conquistano tutti
Non si può dimenticare la pastiera napoletana. Questo dolce a base di ricotta, grano e fiori d’arancio è una cosa seria. Si prepara con giorni di anticipo, perché deve riposare e prendere sapore. C’è chi la vuole con la pasta frolla spessa, chi la preferisce sottile. Ma tutti la aspettano come l’ultima carezza del pranzo.
E poi c’è il casatiello, specialità campana che sta conquistando l’Italia. Un pane salato arricchito con salumi e formaggi, che si mangia a fette, magari con le uova sode incastrate nella pasta. Perfetto per il pic-nic di Pasquetta, ma anche per accompagnare l’agnello. È un piatto che viene spesso sottovalutato, e invece dovrebbe essere protagonista. La sua consistenza compatta e il sapore deciso lo rendono ideale anche per chi non ama i dolci.
Il simbolo più antico e il senso della festa
Infine le uova sode. Sembrano banali, e invece sono il simbolo più antico della rinascita e che troviamo anche nella torta Pasqualina. Si colorano, si decorano, si mettono nel piatto degli antipasti. Le sbucci a tavola, con le mani, e mentre lo fai pensi a quante primavere hai visto passare. Non c’è bisogno di presentazioni elaborate: bastano un po’ di sale e pepe, e la voglia di stare insieme. Questi cinque piatti non sono solo cibo. Sono storie di famiglia, ricordi, pazienza.
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Ogni anno si ripetono uguali, e ogni anno sembrano nuovi. Perché a Pasqua, più che in ogni altra festa, la tavola è il luogo dove tutto ricomincia. E il profumo di agnello, pastiera e casatiello è la promessa che la primavera, finalmente, è arrivata. Non servono menu complicati. Servono questi. E la voglia di sedersi insieme.
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