Sui social lo vediamo da anni raccontare la vita com’è davvero: famiglia, ironia, quotidianità che diventa sketch senza perdere l’umanità. Lui è Lorenzo Giovannelli, e per chi lo segue ormai è impossibile separarlo dal suo piccolo universo narrativo: Ettore, il cane “poliglotta” che finisce sempre a parlare spagnolo nei momenti meno opportuni, e Circe, arrivata da poco e già diventata parte integrante di una storia che, puntata dopo puntata, si allarga.
Negli ultimi mesi la sua presenza è cresciuta ancora: video virali, un pubblico sempre più fedele, e quella sensazione strana di conoscere tanto di lui senza che lui abbia mai davvero “spiegato” tutto. Perché Lorenzo gioca con la sua privacy: ti fa entrare, ma solo fino a un certo punto. Si mostra con gli amici, con la sua routine, con i frammenti di vita che funzionano proprio perché sembrano veri.
E poi c’è la musica. Con il nome d’arte Seltsam ha provato a fare un salto importante, arrivando fino a Sanremo Giovani, con lo sguardo puntato sul palco che tutti, prima o poi, immaginano. Tra i brani più condivisi c’è “Scusa mamma se…”, una canzone che sui social gira come una confessione: parla di madre e figli, ma anche di una generazione che si ritrova adulta senza essersi accorta del passaggio.
Lo abbiamo intervistato per IcaroJournal per farci raccontare cosa c’è dietro quel modo di stare davanti alla camera: la scrittura, il lavoro, il confine tra personaggio e persona, e la direzione che sta prendendo adesso la sua storia.
Domanda veloce a freddo: ma come fa tua mamma a essere sempre perfetta, anche in piena notte, quando la butti giù dal letto perché hai dimenticato le chiavi di casa?
«Eh me lo chiedo anche io, ma forse perché ai miei occhi sarà sempre bella, ora, ieri , e tra 30 anni..poi alla fine da qualcuno devo pur aver ripreso io (scherzo)».
Possiamo dire che il successo sui social ti ha travolto all’improvviso? Riesci a raccontare con ilarità attimi di vita quotidiana, coinvolgendo anche altre persone e persino tua sorella, spesso protagonista dei tuoi racconti.
«Non penso che i fan lo vivano come un successo, si fa successo quando si fa qualcosa di straordinario, io non faccio nulla di questo, anzi, parlo di cose ordinarie che viviamo tutti, e per questo non ho distanza con le persone che mi vedono nei video o ascoltano le mie canzoni, sono un loro amico che nel tempo libero canta, e questo voglio rimanere per sempre, un amichevole cantante di quartiere».
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Sanremo è stato un piccolo boccone amaro? Inoltre… come ha reagito tua mamma nel vedere che la tua canzone oggi è un piccolo inno per tutte le “mamme” sul web?
«Bocconi amari se ne mangiano ogni giorno, diciamo che il boccone amaro vero è di chi lavora 20 ore al giorno e rischia di non arrivare a fine mese. Io sto facendo la gavetta, quella vera, non quella che tanti fanno passare come gavetta, primo concerto davanti a un cimitero, direi che arrivare a Sanremo è un bel traguardo».
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«Poi mi piace pensare che le vie del signore siano infinite, evidentemente non era il momento ancora per fare quel salto, e magari mi sarei fatto male…non ricordiamoci che Scusa Mamma è stata scartata da Xfactor! Mamma piange..sa fare solo questo (ndr ride)
Quali sono i tuoi progetti in cantiere adesso? Hai già pronta un’altra canzone da farci ascoltare?
«Scrivere, ridare al cantautorato l’importanza che deve avere e ci sentiamo il 10/4 .
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