L’isola di Lampedusa è piatta, brulla, scottata dal sole. Sembra un pezzo di Africa staccatosi e finito qui, tra la Sicilia e la Tunisia. Ma poi prendi la strada che scende verso sud, parcheggi dove finisce l’asfalto, e cominci a camminare. Il sentiero è sterrato, bianco, e l’aria profuma di sale e di elicriso. Cammini per dieci minuti, forse quindici. E poi la vedi.
La Spiaggia dei Conigli è una laguna turchese incastonata tra rocce bianche, con l’acqua così limpida che sembra un acquario. Non è una spiaggia, è una promessa. Scendi gli ultimi gradini di pietra, e i piedi affondano nella sabbia fine. Non c’è nessuno. O quasi. Sei arrivato presto, e il paradiso è tutto tuo.
L’acqua è bassa, calmissa. Cammini nel bagnasciuga, e l’acqua ti arriva appena alle caviglie. Più avanti, appena alle ginocchia. Poi ai fianchi. Il fondale è sabbioso, senza buchi, e puoi camminare per decine di metri senza mai dover nuotare. La laguna è protetta da un banco di sabbia che la chiude come una diga naturale, e le onde del largo si infrangono lontane, senza disturbare. Ti immergi, e l’acqua è tiepida, quasi calda. Nuoti lento, e sotto di te i pesciolini argentati scappano via. Intorno, le tartarughe caretta caretta nidificano in queste spiagge, e se sei fortunato, puoi vedere le piccole tracce che lasciano sulla sabbia.
Galleggi sulla schiena, e il cielo è un manto azzurro senza una nuvola. L’Isola dei Conigli è lì, poco lontano, un piccolo scoglio verde che puoi raggiungere a nuoto se hai fiato. Ma tu non lo fai. Resti in acqua, e il tempo si ferma. La testa è vuota. Solo il rumore del respiro e l’acqua che ti culla.

La camminata sulla sabbia e il silenzio del pomeriggio
Più tardi, esci dall’acqua e cammini sulla spiaggia. La sabbia è bianca, fine come talco, e i piedi affondano dolcemente. Pochi ombrelloni, pochi asciugamani. La gente è poca, perché la Spiaggia dei Conigli è un’area protetta, e l’accesso è limitato per preservare le tartarughe. Ma questo la rende ancora più bella.
Ti stendi sulla sabbia, e il sole ti scalda la pelle. Chiudi gli occhi, e senti il vento leggero che ti accarezza il viso. A un certo punto, un ragazzo passa con un secchio, raccogliendo qualche rifiuto. Lo fa in silenzio, quasi in punta di piedi, come se non volesse disturbare. E tu capisci che questo posto è speciale anche per questo: tutti lo trattano come un tesoro.
Il tramonto e la promessa di tornare
Verso sera, la luce cambia. L’acqua diventa oro, poi rosa, poi viola. I pochi bagnanti se ne vanno, e la spiaggia si svuota. Resti tu, solo. Ti siedi sulla sabbia, le ginocchia al petto, e guardi il sole che cala dietro l’isola. Le sfumature del cielo si riflettono sulla laguna, e per un attimo tutto è perfetto. Il vento si alza, e l’acqua increspa appena. Senti il profumo del mare, e pensi che questa spiaggia è così bella che quasi vorresti non raccontarla a nessuno. Ma poi pensi che la bellezza va condivisa, e che chi verrà dopo di te avrà la stessa cura.
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Prima di andare via, fai un ultimo tuffo. L’acqua è più fresca, ma il corpo è ancora caldo. Nuoti verso l’Isola dei Conigli, ma ti fermi a metà. Giri su te stesso, e guardi la spiaggia che si allontana. Sembra un sogno, ma è tutto vero.
La Spiaggia dei Conigli ti lascia con la sabbia attaccata alla pelle e il cuore pieno di blu. Non è una spiaggia come le altre. È un’emozione. È la consapevolezza che il paradiso esiste, e che devi solo saperlo cercare.
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