Al Teatro Sangiorgi vanno in scena le “Favole belliniane”: parola, musica e immagini per il Bellini Context
Giovedì 1 ottobre il Teatro Sangiorgi di Catania ospiterà lo spettacolo “Favole belliniane, per orchestra d’archi, coro e voce recitante”, inserito nel cartellone del Bellini International Context 2026.
La produzione, commissionata all’Associazione “MusicaInsieme a Librino”, nasce da una drammaturgia di Lina Maria Ugolini che dà voce a un Bellini immaginario, pronto a dialogare con la sua città tra parole, musica, poesia e arti visive.
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Sul palco le partiture del compositore catanese si intrecceranno con i nuovi brani del maestro Luciano Maria Serra, alla guida dell’Orchestra e del Coro guidato da Alessandra Toscano, con l’apparato visivo firmato dall’artista Alfredo Guglielmino.
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Un dialogo con i monumenti cittadini attraverso tre narrazioni fantastiche
L’opera prende spunto dalle raffigurazioni statuarie di Bellini presenti a Catania, dalla statua di piazza Stesicoro ai busti del Teatro Massimo e del Conservatorio, per trasformare l’immagine immobile del Cigno in una presenza viva.
Il racconto si articola in tre favole: “Bellini in statua rapito”, un viaggio fantastico tra i luoghi simbolo del centro e della Pescheria; “Straniera alla vita”, una riflessione sul rapporto intimo e doloroso con la musica attraverso la storia di una violionista anziana; e infine “Vincenzo e l’usignolo”, un ponte narrativo in cui la statua affida a un volatile il compito di volare verso Librino per verificare se lì vi siano ancora melodia e bellezza.
Il legame tra centro e periferia con l’Orchestra di Librino
Lo spettacolo mette in relazione il patrimonio classico con una scrittura contemporanea e con i versi in lingua siciliana intonati dal coro. La presenza dei giovani musicisti e coristi di “MusicaInsieme a Librino” concretizza il percorso dell’usignolo raccontato nella terza favola, creando un collegamento diretto tra la Catania monumentale e il quartiere periferico.
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Le tre storie diventano così uno strumento di rilettura che va oltre la semplice celebrazione, trasformando il monumento di marmo in un personaggio capace di interrogare la città, la memoria e le possibilità di riscatto attraverso la musica.
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