“Fortuna Fortunae”, a Catania l’arte incontra l’imprevisto
Quanto può cambiare una performance se a decidere cosa succederà dopo non è una scaletta, ma un gesto, una nota o persino la reazione di chi sta guardando? Alla Biblioteca Navarria Crifò di Catania l’imprevisto diventerà parte integrante dell’opera con Fortuna Fortunae – I Wish You Well, la mostra d’arte contemporanea che verrà inaugurata venerdì 18 settembre alle 19:30.
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L’appuntamento in via Naumachia 18/b segna la ripresa degli eventi culturali della biblioteca e, almeno per la serata inaugurale, metterà insieme arti visive, danza, canto, musica dal vivo e performance.
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Al centro del progetto, ideato e curato da Danila Narcisi, c’è proprio il rapporto tra ciò che accade indipendentemente dalla nostra volontà e ciò che, invece, possiamo scegliere di fare.
Da “Fortuna Fortunae” a “I Wish You Well”
Il titolo contiene già buona parte del significato della mostra. Fortuna Fortunae accosta due forme della stessa parola latina, lasciando volutamente aperta la possibilità di interpretazione. A questa viene affiancato I Wish You Well, ovvero un augurio rivolto all’altro.
Da una parte, quindi, c’è la sorte, imprevedibile e impossibile da controllare; dall’altra l’intenzione di compiere un gesto. Un contrasto che attraversa anche le opere degli artisti coinvolti, chiamati a confrontarsi con temi come trasformazione, reciprocità, cura e conseguenze delle proprie azioni.
Anche il modo in cui le opere verranno presentate segue lo stesso principio. Ognuna sarà custodita all’interno di una cassetta lignea standardizzata e si svilupperà come uno scroll contemporaneo: ciò che inizialmente rimane protetto viene progressivamente mostrato e condiviso.
Gli artisti visivi coinvolti sono Tiziana Candido, Anna Maria D’Amico, Francesco Fiorista, Katia Mauceri, Danila Narcisi, Alfio Pappalardo, Enzo Puca ed Enzo Tomasello.
Una performance che può cambiare durante la serata
L’inaugurazione del 18 settembre avrà una caratteristica particolare: quello che accadrà quella sera non potrà essere replicato nello stesso modo.
La componente performativa, curata da IterCulture APS, partirà infatti da un canovaccio e non da una sequenza stabilita. Chiara Garozzo e Alessandro Pennisi lavoreranno attraverso il corpo, Isabella Navarria con la voce, Francesco Laurino con il sax e Luigi Benincasa con il pianoforte e chitarra.
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Un gesto potrà modificare un suono, una pausa potrà diventare il punto di partenza per un’altra azione e persino il pubblico potrà introdurre una variabile capace di cambiare la direzione della performance.
Ed è proprio qui che ritorna il significato del titolo: non possiamo decidere tutto ciò che accadrà, ma possiamo scegliere cosa mettere in moto. La mostra proseguirà successivamente in forma itinerante con la sua componente visiva e materiale, mentre l’happening catanese del 18 settembre rimarrà legato esclusivamente a quella sera, alle persone presenti e a ciò che nascerà dal loro incontro.
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