Santina Ricupero torna a Canicattini Bagni con “Impronte vive”
Qui partirei dal ritorno di Santina Ricupero nella sua Canicattini Bagni dopo sei anni, perché dà subito al pezzo una dimensione personale e territoriale. Non seguo l’ordine del comunicato e uso esclusivamente le informazioni che contiene.
Sei anni dopo “Scritture del tempo”, Santina Ricupero torna nella sua Canicattini Bagni. Questa volta non saranno le fotografie del Cimitero monumentale della città iblea a raccontare il suo percorso artistico, ma un lavoro che attraversa oltre trent’anni di ricerca, sperimentazioni e linguaggi diversi.
Sabato 26 settembre, alle 17:30, nell’Aula Consiliare di via Principessa Iolanda 51, verrà presentata la monografia d’artista “Impronte vive”, pubblicata da Edizioni Il Prato e curata da Dino Marangon.
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Un ritorno che riporta l’artista e fotografa canicattinese, ormai da tempo trapiantata a Mirano, in Veneto, nella terra alla quale ha continuato a essere profondamente legata.
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La monografia nasce in occasione della mostra personale “Impronte vive”, ospitata la scorsa primavera nel Comune di Mirano. Un’esposizione che ha raccolto opere su carta, installazioni e sculture realizzate tra il 2012 e il 2026, insieme ad alcuni lavori risalenti agli anni Duemila.
Santina Ricupero torna a Canicattini Bagni con “Impronte vive”
A ripercorrere il lavoro di Santina Ricupero sarà il critico d’arte e letterario Andrea Guastella, durante un incontro moderato dal giornalista Gaetano Guzzardo.
Ad aprire la presentazione saranno, invece, i saluti del sindaco Paolo Amenta, della presidente del Consiglio comunale Loretta Barbagallo e dell’assessore alla Cultura Domenico Mignosa.
È proprio attraverso il testo introduttivo di Dino Marangon che il percorso dell’artista torna indietro fino alla sua prima personale del 1991. Più di trent’anni durante i quali Ricupero ha lavorato con tecniche differenti, passando dalla pittura alla scultura, dal collage al disegno, fino alle installazioni e alla fotografia.

Impronte Vive Santina Ricupero – IcaroJournal
Linguaggi diversi che, però, non interrompono il filo che lega le varie fasi della sua ricerca. Marangon si concentra in particolare sulle opere realizzate dal 2012 al 2026, analizzandone la prassi operativa e lo stile personale e collocando la poetica dell’artista all’interno del mondo dell’arte e dei suoi linguaggi.
Ma “Impronte vive” non si ferma soltanto alle opere più recenti.
La monografia è divisa in quattro sezioni, introdotte dai contributi critici di Pier Paolo Fassetta, Francesca Giubilei e Gabriele Salvaterra. Nella parte conclusiva trova spazio anche un’antologia critica che recupera, insieme alle fotografie di lavori precedenti, i testi integrali di alcuni autori che negli anni hanno accompagnato il percorso di Santina Ricupero.
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Tra questi anche gli scrittori Antonello Trombadori e Gian Antonio Cibotto, ai quali si aggiungono stralci critici di altri autori legati alle diverse fasi della sua produzione.
Un percorso che parte dal 1991, attraversa tecniche e periodi differenti e, dopo tanti anni, torna proprio lì dove tutto ha una dimensione diversa: nella sua Canicattini Bagni.
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