Catania, riapre la Chiesa di Santa Maria di Gesù: restauro, mostra e catechesi
Trascendere la dimensione del puro recupero monumentale per restituire alla collettività uno spazio di fede, identità e partecipazione quotidiana, trasformando la memoria dell’architettura in un luogo da abitare e consegnare al futuro.
È questo il significato profondo che ha accompagnato la serata di sabato 17 ottobre 2026 per la solenne riapertura della chiesa e del chiostro di Santa Maria di Gesù a Catania, a conclusione degli articolati interventi di restauro che hanno interessato l’intero complesso francescano e il suo ricco patrimonio artistico.
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L’evento, salutato da un’ampia e partecipata presenza cittadina, ha visto il sagrato trasformarsi nel punto di raccolta della comunità prima del rito d’apertura dei portali, scandito da suggestivi giochi di luce e proiezioni in videomapping.
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La successiva celebrazione eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo di Catania, Monsignor Luigi Renna, ha sancito la riconsegna formale del sito alla cittadinanza, culminando con lo svelamento e la benedizione dell’epigrafe commemorativa dei lavori.
La visione pastorale e l’impegno della comunità francescana
A richiamare la funzione essenziale e non meramente museale dei luoghi di culto nel tessuto urbano è stato lo stesso Monsignor Luigi Renna durante la sua omelia:
“La riapertura di Santa Maria di Gesù è un messaggio di speranza, non solo perché ricade nell’anno francescano ma anche perché è una chiesa bella e soprattutto vissuta. Il popolo di Dio che qui si raduna e il servizio della Comunità francescana fanno sì che questa sia una realtà viva che accoglie famiglie e persone di ogni età e permette di ascoltare la Parola, di essere edificati nel Signore. Le nostre chiese non sono dei musei, anche se hanno delle bellezze artistiche notevoli, ma riflettono la grandezza e la bellezza del mistero di Dio e permettono a chi vive e celebra i divini misteri in essa di avere a che fare con la bellezza di questo mistero che supera l’uomo e lo nutre profondamente”.
Sulla stessa linea si pone la riflessione di Fra Massimo Corallo, che ha sottolineato il valore umano e sociale dell’opera di recupero, condotta in sinergia da tecnici, restauratori, istituzioni, benefattori, realtà associative e volontari affiancati alla Comunità francescana:
“L’emozione più forte è stata vedere le pietre tornare a parlare attraverso le persone. Volti, incontri, ricordi, famiglie, giovani e anziani hanno dato al restauro il suo significato più pieno. Santa Maria di Gesù è di nuovo aperta. Ora comincia il tempo più importante: abitarla. Dopo la luce della riapertura, il cammino continua nella vita quotidiana della Comunità”.

Chiesa Santa Maria di Gesù – IcaroJournal
La mostra sul Tesoro e l’itinerario di catechesi
La riapertura del complesso non si esaurisce nel rito inaugurale ma darà avvio a una serie di articolati appuntamenti culturali e pastorali destinati alla città. Negli spazi del chiostro si potrà continuare a visitare la mostra Rivestiti di Cristo, allestita dallo scorso 12 ottobre a cura di Liliana Nigro e focalizzata sulla storia, la spiritualità e l’arte dei paramenti sacri che compongono il Tesoro di Santa Maria di Gesù.
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A partire da questo venerdì e fino al 27 novembre, ogni settimana alle ore 20.00, la chiesa ospiterà inoltre un ciclo di sei catechesi: un percorso conoscitivo e spirituale ideato non come una semplice lezione di storia dell’arte, ma per approfondire l’architettura ecclesiale e il valore simbolico dei suoi spazi dall’assemblea che si raduna al servizio della presidenza, dall’altare che raccoglie alla Parola, fino alla custodia eucaristica e alle manifestazioni della devozione popolare, interpretando l’edificio come specchio e dimora autentica della comunità.
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