Lago di Tovel e Val di Non - IcaroJournal

Lago di Tovel e Val di Non: la leggenda che si specchia nell’acqua

Last Updated: 13.10.2026By

Il bosco si apre all’improvviso, e il lago appare come una sorpresa che nessuno ti aveva annunciato. Sei a mille metri di quota, nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta, e davanti a te c’è uno specchio d’acqua che cambia colore a ogni ora: verde, turchese, blu intenso.

È il Lago di Tovel, e per anni è stato famoso per un fenomeno che sembrava magia. Le sue acque, in estate, si tingevano di rosso. Oggi non succede più, ma il mistero è rimasto, e con esso la leggenda.

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La principessa che colorò il lago

Si racconta che molto tempo fa esistesse un piccolo regno governato da una principessa guerriera di nome Tresenga. Bella e coraggiosa, rifiutava tutti i pretendenti che volevano sposarla solo per impossessarsi delle sue terre. Uno di loro non accettò il rifiuto e marciò con il suo esercito contro il regno. La battaglia infuriò proprio lungo le sponde del lago. Tresenga combatté in prima linea, ma fu colpita a morte e cadde nell’acqua.

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Il suo sangue, secondo la leggenda, tinse il lago di rosso per sempre, a ricordo del suo sacrificio. La scienza ha poi spiegato il fenomeno con la presenza di un’alga, ma la storia della principessa è rimasta. E quando cammini lungo le rive, è facile credere che il suo spirito aleggi ancora tra gli abeti.

Il sentiero ad anello che circonda il lago è lungo circa tre chilometri. Lo percorri in un’ora e mezza, tra tratti pianeggianti e brevi salite nel bosco. Ogni curva ti regala una prospettiva diversa: l’acqua che riflette le montagne, le baie nascoste, i punti panoramici dove ti fermi a respirare.

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Sulla riva meridionale c’è una piccola casa del parco, un museo che racconta la storia naturale di questo luogo. Poi riprendi a camminare, e il silenzio ti avvolge. Non ci sono folle, non c’è rumore. Solo il vento tra gli alberi e il rumore dei tuoi passi sulla ghiaia. Ti siedi su una panchina di legno, e per un attimo non pensi a niente. Il lago è lì, immobile, e tu sei parte di quel paesaggio.

La valle delle mele e dei castelli

Il lago è solo l’inizio. La valle che lo abbraccia è una terra di meleti infiniti che in autunno si tingono di oro e di rosso. Qui le mele sono una religione, e lo strudel che si mangia nelle malghe è fatto con la renetta, una varietà profumata e croccante. Ma la valle non è solo frutteti. È costellata di castelli che emergono dalle chiome degli alberi come navi di pietra.

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Il più imponente ha torri e saloni affrescati. Poco lontano, un santuario è incastonato nella roccia, raggiungibile solo a piedi attraverso un sentiero che sale tra gli alberi. E poi ci sono i canyon, che si visitano di notte con le torce, e i ponti sospesi che offrono panorami mozzafiato sul lago.

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