L’arte rupestre della Sicilia preistorica: lezione di Antonino Filippi al corso di BCsicilia
Le testimonianze parietali del Paleolitico superiore nell’Isola, la storia dei primi ritrovamenti e le controversie sull’interpretazione dei segni incisi nella roccia.
Sarà dedicato all’arte rupestre preistorica in Sicilia il terzo appuntamento del ciclo formativo promosso da BCsicilia insieme all’Università Popolare. Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 17.30, la sede dell’Associazione A.I.Q.Re.S.
in via Siracusa 10 a Palermo ospiterà la conferenza specialistica tenuta dall’archeologo Antonino Filippi, introdotta dal presidente regionale di BCsicilia, Alfonso Lo Cascio.
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L’iniziativa rientra in un percorso articolato in quattro incontri teorici e due uscite sul campo tra le grotte di Termini Imerese e del Trapanese, con possibilità di fruizione sia in presenza sia in modalità telematica previa prenotazione.
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La storiografia dell’arte parietale isolana: da Paolo Graziosi a Giovanni Mannino
La presenza umana strutturata in Sicilia durante il Paleolitico superiore trova riscontro scientifico a partire dalla fase dell’Epigravettiano finale, collocabile a circa 15 mila anni dal presente: un perimetro cronologico che fissa anche il limite di datazione per le opere d’arte parietale dell’area mediterranea.
Il percorso storiografico ha inizio nel 1949 con la scoperta delle pitture della Grotta del Genovese a Levanzo da parte della pittrice Francesca Minellono, a cui seguirono le campagne d’indagine condotte dal palermontologo Paolo Graziosi e i successivi rinvenimenti nelle grotte dell’Addaura, Niscemi e Giovanna. Negli anni seguenti, l’attività di ricerca sul campo condotta dal palermitano Giovanni Mannino ha permesso di catalogare decine di nuovi giacimenti con raffigurazioni zoomorfe e migliaia di incisioni lineari sulla roccia, il cui significato simbolico resta al centro del dibattito scientifico internazionale.
Il programma formativo e le ricognizioni sul territorio
Nel corso della lezione, Antonino Filippi analizzerà i singoli siti archeologici e l’evoluzione delle tecniche pittoriche e incisorie, contestualizzando i dati siciliani all’interno del quadro evolutivo italiano e bacino del Mediterraneo.
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Il ciclo di studi si concluderà con il rilascio di un attestato di partecipazione per i corsisti registrati attraverso i canali della segreteria dell’Università Popolare. Le successive sessioni operative sul campo prevedono ricognizioni dirette nei complessi cavernosi e nei ripari sotto roccia della Sicilia occidentale.
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