Vacanza a Bellano - IcaroJournal

L’Orrido di Bellano, una vacanza da sogno in Italia in un borgo che pochi conoscono

Last Updated: 08.10.2026By

Il rumore arriva prima della vista. Un boato continuo, come un tuono che non finisce mai, che ti accompagna lungo le stradine di Bellano.

Poi, a un certo punto, la piazza si apre e lo vedi: una fenditura nella roccia, una gola profonda scavata dall’acqua in milioni di anni, con le pareti a picco che si stringono fino quasi a toccarsi. L’Orrido non è una cascata da cartolina.

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È un luogo che ti chiede di scendere, di camminare sospeso sull’acqua, di lasciarti avvolgere dal frastuono.

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Il rumore che ti entra nelle ossa

Scendi verso l’ingresso, e il rumore si fa più forte. Le passerelle sono ancorate alle pareti rocciose, sospese a picco sull’acqua. Cominci a camminare, e il mondo fuori scompare. Le pareti sono levigate dall’erosione, e in alcuni punti il cielo è solo una striscia lontana. L’acqua scorre impetuosa sotto di te, e gli spruzzi ti bagnano la faccia. Ogni tanto ti fermi, ti appoggi alla ringhiera e guardi giù.

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Il torrente ha scavato marmitte gigantesche nella roccia, e l’acqua le riempie con un suono che sembra un respiro. Più avanti, la gola si stringe e le passerelle si fanno più strette. Il frastuono è assordante, e tu devi gridare per farti sentire. Ma non serve parlare. Basta guardare, ascoltare, lasciarsi bagnare.

La torre che nasconde una leggenda

All’ingresso c’è una torretta di tre piani, con le pareti affrescate da figure mitologiche. La chiamano Ca’ del Diavol, e la leggenda dice che qui si svolgessero riti segreti. Le figure dipinte ti guardano mentre passi, e il silenzio intorno a loro è rotto solo dal rumore dell’acqua. Sali la scala a sbalzo che porta al livello più basso della torre, e da lassù vedi l’Orrido dall’alto. Le pareti di roccia sono ancora più impressionanti, e l’acqua è un filo bianco che si perde nel buio. Resti lì a lungo, e il vento ti asciuga il sudore.

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Esci dall’Orrido e la piazza di Bellano ti accoglie con il suo silenzio. Le case sono basse, i portici raccolti, e il lago che si intravede in fondo alla strada sembra un’altra cosa. Ti siedi su una panchina, e le orecchie continuano a ronzare. Il rumore dell’acqua ti è rimasto dentro, come un’eco che non vuole andarsene. Poi cammini verso il lungolago, e il respiro si calma. Bellano è un paese tranquillo, e dopo l’esperienza del canyon, ti sembra ancora più dolce.

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