Marzamemi Book Fest 2026: bilancio e ospiti della sesta edizione con L’Espresso
Piazza Regina Margherita affollata da studenti, dibattiti d’autore e le note di un bandoneón a chiudere quattro giornate di confronto nel borgo marinaro.
Si è archiviata con una standing ovation per la pianista Gloria Campaner e per il fisarmonicista Mario Stefano Pietrodarchi, protagonisti di un finale d’impatto sulle note di Libertango di Astor Piazzolla, la sesta edizione del Marzamemi Book Fest, svoltasi dall’8 all’11 ottobre 2026.
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La rassegna, nata da un’idea di Barbara Fronterrè e organizzata dall’associazione “Un paese ci vuole” guidata da Rosita Pignanelli, ha registrato il patrocinio del Comune di Pachino e la direzione artistica di Sabina Minardi, caporedattrice Cultura de L’Espresso (media partner della manifestazione per il quarto anno consecutivo). Il filo conduttore dell’edizione, “Leggere, resistere”, ha visto alternarsi a Pachino firme del giornalismo, della letteratura e della scena teatrale nazionale.
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Il parterre di ospiti e il Premio L’Espresso al romanzo inedito
Il cartellone 2026 ha portato nel borgo scrittori come Gianrico Carofiglio, Giancarlo De Cataldo, Marianna Aprile, Angelo Pittro, Francesca Santolini, Stefano Liberti, Serena Bortone, Costanza DiQuattro e Orazio Labbate, insieme alle formazioni musicali del Gabriele Coen Quartet, ai poeti Giulia Sara, Leonardo Scrima Builderbuff e Giuseppe Armillotta, fino agli allievi dell’Accademia dell’INDA diretti da Michele Dell’Utri e agli attori dell’Accademia di teatro Lucia Sardo.

L’appuntamento ha inoltre fatto da cornice alla proclamazione del vincitore del premio targato L’Espresso riservato alle opere inedite: il direttore Emilio Carelli ha premiato sul palco Federica Sazzini con il romanzo “La massaggiatrice“, selezionata tra cinque finalisti su 254 dattiloscritti pervenuti alla redazione.
La lettura come autodifesa: le voci di Carofiglio e De Cataldo
Ad arricchire la riflessione sul valore sociale della lettura sono stati gli interventi di due protagonisti della narrativa contemporanea. Gianrico Carofiglio, intervenuto a partire dal suo saggio “Accendere i fuochi. Manuale di lotta e gentilezza“, ha rievocato le proprie origini siciliane legate a Pachino e Noto, sottolineando il ruolo del festival:
“Leggere è una grande pratica di autodifesa individuale e collettiva, è un modo per vedere il mondo da più punti di vista e non dal singolo punto di vista angusto nostro, è un modo per rimanere umani, per non lasciarsi manipulare, per non dare nulla per scontato. Sono forme di resistenza i festival culturali, sono dei tentativi di mettere in circolazione delle cellule positive, soprattutto in territori in cui è più difficile riuscire a realizzare queste cose”.
A fargli eco Giancarlo De Cataldo, che ha rimarcato l’identità delle rassegne nei piccoli centri:
“Leggere è conservare la memoria, è mantenere intatta la capacità di ascoltare le storie […]. Adoro questo genere di festival. A Marzamemi ho trovato un posto in cui si sente una fame di cultura e un’accoglienza che nelle grandi città tante volte non c’è”.
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