Corrado Cagli e la Sicilia, a Taormina un viaggio tra arte, memoria e identità
A Casa Cuseni Corrado Cagli non è stato soltanto un ospite. Qui lavorava, incontrava quella comunità internazionale che aveva trasformato Taormina in un crocevia culturale e, ancora oggi, nelle sue sale è custodito Piccolo processo, opera realizzata nel 1970. Non poteva che partire da questo luogo, quindi, un nuovo approfondimento sul rapporto tra l’artista e la Sicilia.
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Mercoledì 16 settembre, alle 17:30, Casa Cuseni ospiterà una conversazione pubblica dedicata proprio alla figura e all’opera di Cagli, inserita nel programma culturale della mostra Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina, visitabile a Palazzo Corvaja fino al 18 ottobre.
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Corrado Cagli, da Casa Cuseni a Palazzo Corvaja
L’incontro sarà curato da Raffaele Bedarida e Franco Baldasso, insieme ad Antonio Bifera, direttore di Babilonia Centro di Lingua e Cultura Italiana e Casa Cuseni – Fondazione Kitson, con il supporto di Sapienza Università di Roma e Bard College.
Alla conversazione prenderanno parte anche gli studiosi che hanno contribuito al catalogo della mostra: Franco Baldasso, Raffaele Bedarida, John Gerard Champagne e Yasmin Riyahi. Ad aprire l’appuntamento sarà Franco Spadaro, presidente della Fondazione R. H. Kitson Casa Cuseni, che racconterà lo stretto rapporto creativo tra Cagli e la casa taorminese.
Il percorso, però, non si fermerà qui. Al termine dell’incontro gli ospiti si sposteranno a Palazzo Corvaja, dove il curatore Raffaele Bedarida accompagnerà il pubblico in una visita speciale alla mostra.
Casa Cuseni rappresenta, in un certo qual modo, anche la conclusione ideale dell’esposizione. Proprio nelle stanze frequentate dall’artista si trova infatti Piccolo processo, opera dedicata al magistrato Giuseppe Navarra e ispirata alle difficoltà incontrate dalla magistratura nella lotta alla mafia dopo la strage di Viale Lazio del 1969.
Roma, New York e Taormina: i tre luoghi di Cagli
A fare da filo conduttore alla giornata sarà il nostos, il ritorno, concetto attorno al quale è stato costruito anche il catalogo pubblicato da Dario Cimorelli Editore e curato da Raffaele Bedarida e Franco Baldasso.
Roma, New York e Taormina diventano così tre tappe di una stessa geografia personale e artistica: la prima legata alla formazione e agli anni del fascismo, la seconda all’esilio e alla rinascita, mentre la Sicilia racconta soprattutto la maturità e l’incontro con una comunità cosmopolita.
Il ritorno, però, per Cagli non viene letto semplicemente come nostalgia. Esilio, guerra, memoria e identità diventano elementi di una continua trasformazione che attraversa anche il suo lavoro e il rapporto con altri linguaggi, dalla letteratura alla danza, passando per il teatro.
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Una parte della conversazione sarà dedicata inoltre alla componente omoerotica della sua produzione e alla partecipazione dell’artista ad alcuni momenti della cultura queer tra New York e Taormina. Verranno approfonditi anche il ruolo del calcio e del balletto nel suo lavoro e il modo in cui Cagli ha esplorato il corpo e l’identità di genere tra cultura di massa e avanguardia.
Ed è ancora una volta Casa Cuseni a fare da punto di congiunzione. Non soltanto perché legata direttamente all’artista, ma perché parte di quella Taormina del secondo dopoguerra frequentata da artisti, intellettuali e personalità provenienti da realtà molto diverse. Un pezzo di storia della città che, attraverso Cagli, torna ad essere raccontato proprio nei luoghi nei quali è stato vissuto.
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