La prima volta che senti parlare di Salina Turda pensi sia una di quelle cose esagerate che girano su internet. Un parco divertimenti sotterraneo. Una ruota panoramica che gira nel buio. Un lago dove remi sotto volte di sale alte novanta metri. Roba da film, pensi.
Poi arrivi in Transilvania, a un’ora da Cluj-Napoca, e scopri che è tutto vero. Ed è molto meglio di come te lo avevano raccontato. Perché Salina Turda non è solo una miniera trasformata in attrazione. È uno dei luoghi più surreali che abbia mai visto.
Un posto dove la storia antica e il design più audace si incontrano a cento metri sotto le colline verdi della Romania.
La discesa nell’altro mondo con Salina Turda
Arrivi il venerdì pomeriggio e già l’ingresso non ti dice niente. Sembra un parco qualunque, con la biglietteria e il vialetto. Poi inizi a scendere. Il biglietto per il weekend costa 85 lei, circa 17 euro. Poco per quello che ti aspetta. Prendi l’ascensore panoramico di vetro e inizi a calarti lentamente nel vuoto. Fuori c’è la primavera rumena, qui dentro ci sono 12 gradi costanti tutto l’anno. Porta una felpa, anche d’estate.

La Miniera Rudolf vista dall’alto, con le passerelle di legno che si avvitano nella roccia di sale e la ruota panoramica che illumina il buio. Ecco la Miniera Rudolf. È immensa, trapezoidale, scenografica in modo quasi irreale. Le passerelle di legno si avvitano lungo le pareti di sale striato, e in fondo, illuminata come un set cinematografico, gira una ruota panoramica alta venti metri. Scendi i 172 gradini di legno, o prendi l’ascensore se hai vertigini. Sotto c’è un mondo: campi da badminton, tavoli da ping pong, mini-golf, bowling. Gente che gioca a 112 metri sottoterra, come se fosse la cosa più normale del mondo.
La sera dormi a Turda, in un piccolo guesthouse del centro. La città non è bellissima, ma è autentica. Ceni in una trattoria locale, mangi una ciorbă acida, e già ti sembra di essere lontano da tutto.
Il lago sotterraneo e la camera dell’eco
Sabato mattina torni giù, perché non hai visto tutto. La Miniera Terezia ha una forma a campana, alta novanta metri, profonda oltre cento. Alla base c’è un lago, con un’isola centrale formata dal sale residuo dell’estrazione ottocentesca. Noleggi una barca per 3 euro e remi nel silenzio. L’acqua è nera, immobile, riflette le luci e le pareti di sale come uno specchio deformato. Le stalattiti pendono dal soffitto, formate da infiltrazioni millenarie. Sembra di essere in un film di fantascienza, ma è tutto vero.
Le barche che galleggiano sul lago della Miniera Terezia, con le pareti di sale che si specchiano nell’acqua nera e le luci che creano atmosfera. Poi vai nella Miniera Iosif, detta la Camera dell’Eco. È un cono profondo più di cento metri. Provi a parlare e la voce ti torna indietro fino a venti volte. Sembra un effetto speciale, ma è solo fisica e sale.
Vicino c’è il Crivac, l’argano del 1881. Una macchina enorme di legno e ferro che serviva a sollevare i blocchi di sale. È ancora lì, nella sua posizione originale, come un pezzo di archeologia industriale che sembra uscito da un romanzo steampunk.
Nel pomeriggio esci e vai alle Grotte di Turda (Cheile Turzii), a dieci minuti di macchina. Un canyon spettacolare con pareti che si alzano per centinaia di metri, perfetto per una camminata prima di cena.
Cluj-Napoca, la città che non ti aspetti
La domenica la dedichi a Cluj-Napoca, a 40 minuti di macchina. È una città giovane, universitaria, piena di caffè e locali. Passeggi in Piazza Unirii, con la chiesa di San Michele e il suo campanile che domina la città vecchia. Pranzi al Café Bulgakov, un posto che sembra un salotto letterario, con libri ovunque e un’atmosfera da altro secolo. Poi visiti il giardino botanico, uno dei più belli dell’Europa orientale.

Piazza Unirii a Cluj-Napoca con la chiesa di San Michele e i palazzi colorati, la domenica pomeriggio piena di gente. Prima di ripartire, un ultimo giro tra le botteghe artigiane del centro. Compri della ceramica dipinta a mano, un po’ di palincă (la grappa locale), un oggetto per ricordarti che questo viaggio è esistito.
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Tre giorni in Transilvania ti insegnano che a volte i posti più incredibili sono quelli che non ti aspetti. Una miniera chiusa nel 1932, usata come rifugio antiaereo e poi come magazzino di formaggi, oggi è uno dei luoghi più visitati della Romania. Se devi scegliere tra una ruota panoramica in superficie e una che gira a cento metri sottoterra, scegli quella sotto. Tra un lago qualunque e uno dove remi in una cattedrale di sale, scegli il lago.
Perché Salina Turda non si visita, si vive. E in tre giorni, se la sai ascoltare, ti porti dentro il silenzio delle gallerie, il riflesso delle luci sull’acqua nera, la voce che ti torna indietro moltiplicata. Roba che non dimentichi più.
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