Monday, 4 May 2026
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Ariccia: la città dove la porchetta è più famosa del ponte

Vacanza ad Ariccia - IcaroJournal

Il treno da Roma ti lascia ad Albano, e da lì un autobus ti porta su per la collina. Poi, all’improvviso, la vedi. Ariccia è un ponte – un ponte enorme, a tre ordini di arcate, che sembra volare sopra la gola. Sotto, il bosco è fitto, e la luce del pomeriggio si infila tra le querce come dita lunghe. Ma tu non sei venuto per il ponte. Tu sei venuto per un profumo che già senti, anche se sei ancora lontano. È quello della porchetta. Speziato, grasso, irresistibile. Ti tira per il naso e ti guida.

Scendi in piazza. I forni sono accesi, le vetrine luccicano, e i maiali girano lentamente sullo spiedo. Le cotenne sono dorate, croccanti, e il grasso cola goccia a goccia sulla brace. Entri in una fraschetta – così chiamano qui le trattorie – e non chiedi il menu.

Ordini un panino con la porchetta. Te lo preparano davanti: tagliano la carne a fette spesse, la infilano nel pane ancora caldo, e aggiungono un filo di olio e un pizzico di sale. Lo mordi. Il primo boccone è un’esplosione. Il rosmarino e il finocchietto ti esplodono in bocca, la cotenna scrocchia, la carne si scioglie. Mangi in piedi, sul selciato della piazza, e non te ne importa niente delle briciole che cadono sulla maglietta.

Il ponte e il bosco che racconta storie ad Ariccia

Ripieno e felice, sali sul ponte di Ariccia. Bernini l’ha disegnato secoli fa, e ancora oggi camminarci sopra è come passeggiare sul dorso di un gigante di pietra. Sotto di te, la gola del Vallerano è un tappeto di foglie e ombre. I sentieri partono da qui, dai piedi del ponte, e si inoltrano nel bosco.

Vacanza ad Ariccia - IcaroJournal
Vacanza ad Ariccia – IcaroJournal

Puoi scendere, se hai voglia di camminare. Le querce sono secolari, i tappeti di muschio sono morbidi, e l’aria è così pulita che ogni respiro è una carezza. In fondo, una cascata – piccola, ma così rumorosa che sembra più grande. Ti siedi su una roccia, e l’acqua ti racconta storie di contadini, di briganti, di viandanti che si fermavano qui per mangiare un pezzo di pane e un pezzo di porchetta, proprio come te.

La piazza, il vino e la domenica pigra

Torni in piazza. Il sole è più basso, e la gente si siede ai tavolini all’aperto. Ordini un bicchiere di vino dei Castelli, bianco, fresco, frizzantino. Lo bevi guardando il ponte che cambia colore mentre il tramonto lo accarezza. Le campane suonano, i bambini giocano a pallone, e un vecchio seduto accanto a te legge il giornale e borbotta qualcosa sul tempo che cambia. Non capisci le parole, ma non importa. È la domenica, sei ad Ariccia, e la pancia è piena di porchetta. Cosa vuoi di più?

Vacanza ad Ariccia - IcaroJournal
Vacanza ad Ariccia – IcaroJournal

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Prima di ripartire, compri un pezzo di porchetta da portare a casa. Il norcino te la incarta nella carta oleata, e il foglio già si impregna di grasso prima ancora che tu esca dal negozio. La metti nello zaino, e l’odore ti accompagna fino alla fermata dell’autobus.

Una giornata ad Ariccia ti insegna che i ricordi più belli a volte sono quelli che si mangiano. Non servono monumenti, non serve la fretta. Basta un panino, un ponte, un bosco, e la voglia di starsene seduti a non fare niente.

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Andrea Piazza

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